Il 1977 tra storia e memoria

QUARANT’ANNI DOPO.
IL 1977 TRA STORIA E MEMORIA

UN INCONTRO IDEATO E CONDOTTO DA UGO G. CARUSO
INTERVENGONO
ANDREA ARGENIO storico
CARLO INFANTE Changemaker Urban Experience
ALESSANDRO MANNOZZI giornalista e conduttore radiofonico
ANTONELLA MARRONE giornalista
MASSIMO PASQUINI giornalista.
FRANCESCA PIRANI scrittrice
NICOLA RAVERA RAFELE scrittore
RENZO ROSSELLINI fondatore di Radio Città futura e produttore cinematografico
RENATO VOLTERRA ex indiano metropolitano

L’incontro proposto all’interno del ciclo “Il samovar di Ugo G. Caruso” avrà luogo domani mercoledì 13 dicembre alle 20.30 a Roma, presso l’Associazione culturale “Altrevie” (Via Caffaro, 10 – zona Garbatella)

La serata è stata pensata con l’intenzione di dare vita ad una conversazione polivocale che a distanza di quarant’anni focalizzi tutta una serie di temi rimasti fin qui in ombra nei tanti special dedicati dai media ad un anno cruciale, di crisi e di transizione, in occasione del suo anniversario.
Dunque oltre al disagio giovanile e alla protesta studentesca con le sue tante anime ed espressa in varie forme, alle “due società” e alla rottura definitiva ed insanabile tra la sinistra storica e quella “novissima”, all’affermazione del movimento femminista e dei vari movimenti per i diritti civili facenti capo al Partito Radicale, alla violenza politica e criminale (i sequestri e il mercato dell’eroina), si parlerà pure dei tanti cambiamenti intervenuti nel costume e nella società a seguito di fatti importanti ma spesso trascurati: la riforma della Rai, l’irruzione delle radio private (commerciali e politiche), la prima grande crisi dell’esercizio cinematografico, l’exploit della pornografia e delle sale a luci rosse, l’onda del riflusso proveniente dall’America attraverso la moda delle discoteche e della “febbre del sabato sera”.Ugo G. Caruso allora ventunenne studente di Scienze Politiche alla Sapienza di Roma ne fu testimone critico, in parte scettico e distante per via della sua formazione liberalsocialista e la già relativamente lunga militanza sul versante minoritario e più eterodosso della sinistra storica, ma nello stesso tempo partecipe per ragioni generazionali e per la sostanziale condivisione di molti temi più che delle forme di lotta e di autorappresentazione.
Da qui l’esigenza di riflettere ancora e fuori dagli schemi usuali su un periodo tumultuoso, complesso, ambivalente, per tanti versi rimosso, molto evocato per fascinazioni d’atmosfera ma in definitiva poco studiato, più raccontato che storicizzato, anzi solitamente sminuito e rubricato negli “anni di piombo” e comunque spesse volte carico di energie creative e di istanze di mutamento profondo.
Un segmento apparentemente breve che va dall’assalto al cielo alla progressiva depoliticizzazione e al ripiegamento nel privato e che rappresenta un tratto di storia recente ineludibile per comprendere quello che sarebbe accaduto in seguito, insomma uno snodo nevralgico con cui ancora dobbiamo fare veramente i conti per tentare di decifrare il presente.