20 marzo 1950: Catanzaro-Cosenza 0-1. La prodezza di Gisberti e la festa rossoblu

Il 20 marzo 1950 è la storica data della prima vittoria del Cosenza a Catanzaro.

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In quel campionato (1949-50) il Cosenza è una corazzata e lotterà fino agli spareggi contro il Messina per la promozione in Serie B.

Quel giorno a Catanzaro i Lupi sono passati in vantaggio con un gol di Lino Begnini, un attaccante astuto e rapidissimo, soprannominato “‘u tignusu” dalla tifoseria.

Lino Begnini
Lino Begnini

Ma la partita riserva ancora tanto pathos. A una manciata di minuti dalla fine, al Catanzaro viene concesso un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta il temutissimo Codeluppi in una gara memorabile per la passione calcistica della città.

Luciano Gisberti
Luciano Gisberti

La porta del Cosenza è difesa da Luciano Gisberti, il primo grande Campione del calcio cosentino e calabrese. Il primo a giocare in Serie A con la Liguria, antesignana dell’odierna Sampdoria. Poi diversi anni a Lecce in Serie B e il ritorno alla casa madre, dalla quale era sbocciato con il vivaio di don Peppino Pietramala.

“Il Rigore”, settimanale della passione rossoblu fondato da Luigi Cribari, ricorda così quel tiro dagli undici metri.

“… Quando Codeluppi si apprestò a battere il calcio di rigore, nel settore rossoblù si trattenne quasi il fiato: non un grido, non un bisbiglio… tutti gli occhi erano puntati sul fatidico dischetto bianco… lo scatto e la deviata a pugno di Gisberti ha avuto, dopo un attimo di smarrimento, come effetto, un urlo potente, quasi spasmodico, con miriadi di fazzoletti che sventolavano nel cielo di un azzurro cristallino, mentre nell’altro campo si faceva mostra di musi lunghi e imprecazioni verso la cattiva sorte…”.

Il Cosenza vincerà quella partita per uno a zero grazie al gol di Begnini e alla prodezza di Luciano Gisberti.

Successivamente solo pareggi e sconfitte, sia in serie B che in serie C.

E al nome di Gisberti è legata una pagina di gloria.

Eloquenti i versi di Ciardullo per il portierissimo cosentino.

“Lupu verace nuostru cusentinu

tene nu punu ca para na mazza!

Mina lu centru, l’alfa, lu terzinu

nun fannu gollu manca si s’ammazza…

E’ lupu de Cusenza: é cusentinu”.

In effetti, il mito del pugno di Gisberti é proverbiale. Luciano amava respingere così e non sbagliava quasi mai. A Catanzaro, poi, parò il rigore proprio col pugno…

Oggi il Cosenza è riuscito a sfatare questo tabù e, detto tra di noi, se non avessimo sfruttato oggi la debolezza degli odiati cugini, forse non l’avremmo sfruttata mai più!!!

FORZA LUPI SEMPRE