3° Megalotto 106, M5s Alto Jonio: “No ai gattopardi, alla ‘ndrangheta e ad Astaldi”

Con il presente comunicato stampa congiunto i Meetup e gli attivisti dell’Alto Jonio cosentino divulgano l’appello rivolto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Appello al Ministro delle infrastrutture Toninelli

Signor Ministro, da decenni la Calabria jonica chiede a gran voce la messa in sicurezza della statale 106 bis, una strada tanto pericolosa da essere stata ribattezzata “Strada della morte” a causa delle numerosissime persone che hanno perso la vita percorrendola. Tante sono state le promesse della politica al riguardo, ma mai nulla di decisivo è stato fatto (men che meno con il progetto del Terzo Megalotto).

Non c’è da stupirsi. La politica in Calabria è sempre stata quella delle promesse mai mantenute, delle opere incompiute, delle prese in giro che periodicamente si materializzano in concomitanza della campagna elettorale. Tuttavia qualcosa di cui stupirsi in questo caso ci sarebbe. Con l’approvazione del progetto del Terzo Megalotto i gattopardi, trincerati nelle istituzioni, hanno dato la stura ad una politica non più fondata soltanto sulle promesse deluse, ma anche sulle promesse eluse attraverso opere che dànno unicamente l’impressione della soddisfazione degli interessi della popolazione – per il semplice fatto di essere dispendiosissime e mastodontiche – ma che di fatto in nulla accolgono le istanze dei cittadini.Le cose stanno così: i cittadini hanno chiesto alla politica di mettere in sicurezza la 106 bis. La politica ha risposto raccogliendo fintamente tali istanze e proponendosi di costruire una strada, il Terzo Megalotto (in pratica una 106 ter) che lascerà intatta la “Strada della morte”, senza ammodernarla o toccarla di un millimetro.

Il disappunto dei cittadini dell’Alto Jonio per questo progetto è cresciuto esponenzialmente man mano che la propaganda politica sul progetto ha deposto la maschera, grazie alle diverse associazioni a tutela del territorio, come il RASPA, ai portavoce e agli attivisti del MoVimento 5 Stelle, che da anni si battono contro il Terzo Megalotto.

Quel che più brucia ai cittadini è che oltre al danno della devastazione del territorio e dello spreco irragionevole delle risorse, tocca subire la beffa di una 106 bis che rimarrà in piedi esattamente come abbiamo imparato a conoscerla e a temerla sin da bambini e continuerà indisturbata a presentare il conto in termini di vite umane, dato che i cittadini dell’Alto Jonio saranno ancora obbligati a percorrerla.

Certo il Terzo Megalotto potrebbe comportare una discreta riduzione del traffico sulla 106 bis con conseguente sensibile riduzione del rischio di incidenti mortali, ma saremmo in ogni caso ben lontani dalla messa in sicurezza radicale che solo il raddoppio della carreggiata attuale garantisce. Il rischio di frontali, gli incidenti più gravi e che mietono più vittime, sarebbe del tutto azzerato solo con il raddoppio della carreggiata della 106 bis.

Non è facile portare avanti la battaglia per la messa in sicurezza della 106 bis. I fautori del Terzo Megalotto sono agguerritissimi e spregiudicati, quasi armati da una mano invisibile. Nulla impedisce loro di fare sciacallaggio sui nostri morti per portare acqua al mulino delle grandi lobby del cemento che trarranno profitti maggiori dal Terzo Megalotto di quanti non ne trarrebbero dal raddoppio della 106 bis.

L’Astaldi è il sinistro convitato di pietra che, come affermato da Grazioso Manno, Presidente del Consorzio di Bonifica Jonio Catanzarese, “gode di vergognose protezioni a più livelli”. Ci uniamo alla sua voce chiedendo che venga stanata quella che lui definisce “la ‘Ndrangheta degli appalti”, perché sia fatta chiarezza su “chi si è arricchito, come, in che modo e perché utilizzando senza vergogna fondi pubblici”, e facciamo nostro il suo appello: “impedite ad Astaldi di fare un nuovo scempio sulla nuova 106, lucrando ancora una volta sulle tasche dei cittadini calabresi ed italiani”.

Il luogo dell’omicidio di Leonardo Portoraro a Villapiana Lido.

Chiediamo alle istituzioni di fare quanto in loro potere per procedere alla messa in sicurezza della 106 bis, abbandonando il progetto faraonico del Terzo Megalotto, un progetto, tra l’altro, in odore di Mafia, sul quale si spera che la magistratura faccia chiarezza dopo l’agguato mortale teso a Leonardo Portoraro, definito dalla stampa locale come “il ministro dei lavori pubblici dei clan”.

Se i fautori del terzo Megalotto, in maggioranza non residenti nei Comuni interessati, sono disposti a fare spallucce dinanzi al probabile ruolo avuto dalla ‘Ndrangheta nella scelta del peggiore dei progetti possibili per il nostro territorio, i cittadini dell’Alto Jonio, e le associazioni cui fanno capo, non sono disposti a soprassedere.

Lo impone un ritrovato senso della dignità e coscienza da parte del popolo calabrese, già troppo infangato dagli organi di stampa con indebite semplificazioni giornalistiche (gli ‘ndranghetisti a volte vengono definiti calabresi tout court). Ci sembra già di sentire i giudizi del resto dell’Italia, qualora la verità delle connivenze tra politica e Mafia, sul Terzo Megalotto, dovessero essere accertate. Non tutti i calabresi chiudono un occhio dinanzi alla ‘Ndrangheta!

Vogliamo infrastrutture pulite, libere dal giogo della malavita organizzata. Opere pubbliche che perseguano il diritto alla sicurezza e incolumità dei cittadini nell’ambito della circolazione stradale, senza deturpare il meraviglioso territorio nel quale abbiamo avuto la fortuna di nascere. Il raddoppio di carreggiata, dove possibile, dell’attuale 106 bis, a differenza del progetto del Terzo Megalotto, coniuga tutte queste esigenze ed ha il pregio di permettere il risparmio di un terzo dei fondi pubblici. In un momento di crisi come quello attuale, gli sprechi non sono tollerabili! Tante sono le emergenze a cui lo Stato italiano deve ancora far fronte (mettere in sicurezza le scuole, dare un’adeguata sistemazione ai terremotati, riaprire ospedali indebitamente chiusi ecc.). In quanto attivisti del M5S riponiamo nel Ministro Toninelli la massima fiducia, certi che il richiamo ad anche una sola delle ragioni sull’inutilità, dispendiosità e dannosità del progetto del terzo Megalotto sarà sufficiente a far propendere in favore del raddoppio della carreggiata della 106 bis, ove possibile.

Meetup e attivisti M5S Alto Jonio