Processo al clan Mancuso, respinta la ricusazione dei giudici di Vibo

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La prima sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro (Fabrizio Cosentino presidente, reatore  Adriana Pezzo, a latere Antonio Saraco) ha respinto oggi la richiesta della difesa di Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”, con la quale erano stati ricusati due componenti del collegio e precisamente i giudici Vincenza Papagno e Giovanna Taricco, per aver giudicato in precedenza nel processo nato dall’operazione antimafia denominata “Gringia”,  Nunzio Manuel Callà, condannato per il tentato omicidio ai danni di Francesco Scrugli. Fatto di sangue successo a Vibo Valentia l’11 febbraio 2012.

Nel merito, la Corte d’Appello ha rilevato che i giudici non avrebbero comunque effettuato una “valutazione sullo stesso fatto nei confronti del medesimo soggetto che non sia stata meramente incidentale o si innervi in una mera raccolta di prove” (pur se tra loro in tutto o in parte coincidenti).

I giudici della Corte d’Appello di Catanzaro hanno poi sottolineato che i due procedimenti “Gringia” e “Black Money” riguardano fatti diversi che attengono alle strategie di diversi gruppi criminali e dunque il tentato omicidio Scrugli sarebbe stato commesso per agevolare un’associazione diversa (i Patania di Stefanaconi) da quella oggetto di contestazione nel processo Black Money.

Conosciuto l’esito della Corte d’Appello di Catanzaro, la difesa di Pantaleone Mancuso (avvocati Francesco Sabatino e Francesco Calabrese) ha immediatamente anticipato di voler proporre ricorso per Cassazione rispetto alle conclusioni dei giudici. Si è invece ancora in attesa delle determinazioni del collegio difensivo del processo “Black money” su un’eventuale richiesta di remissione del processo ad altra sede per fattori ambientali.

Fonte: Zoom24