A Cosenza essere onesti non paga

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A guardare come vanno le cose a Cosenza e sottolineo solo a Cosenza la riflessione e le conclusioni arrivano spontanee: l’onestà a Cosenza è pratica che riguarda solo i minchioni e i caggi.

Cioè a dire: tutti quei cittadini dotati di una coscienza sociale, di alto senso civico e spirito di comunità. Che sono la maggioranza nella nostra città. Una maggioranza silenziosa, ma che esiste. Magari alcune volte si fa abbindolare, si lascia “stregare”, ammaliare, sedurre, intortare, infinocchiare, proprio dai disonesti, dai corrotti, dai furbacchioni – alcuni per ingenuità, altri per ammirazione, altri ancora perché costretti dal bisogno, dall’esigenza, dalla necessità –  e questo può generare equivoci, e fraintesi sui cosentini.

Lasciando immaginare, a chi non conosce la situazione sociale, antropologica ed economica della nostra città, una sorta di complicità della gente nel difendere ogni tipo di intrallazzo e intrallazzatore. Ma non è così. Più che la complicità è la rassegnazione a farla da padrona.

La gente ha imparato ed introiettato a proprie spese che nulla può contro la minoranza di farabutti che controllano la città. Che per quanto minoranza, ma occupando posti di rilievo nell’apparato periferico dello stato, riescono ad imporre, utilizzando impropriamente i poteri che gli derivano dal pubblico incarico che ricoprono, la loro malandrineria.

Una mafia di stato. Un apparato politico/massonico/mafioso che altro non fa che intrallazzare, sperperare, rubare, corrompere, saccheggiare, rapinare tutto ciò che è pubblico, ma anche privato. E lo fanno alla luce del sole e nella totale impunità.

Del resto sono loro coloro i quali dovrebbero controllare e mantenere la legalità, ma non sono mica fessi che si controllano da soli. Ed è proprio questo mostrare, senza ritegno e vergogna, il loro appartenere allo stato deviato, che li rende forti e temibili agli occhi della gente. E’ questo che fa perdere ogni speranza di Giustizia ai cittadini.

Se i primi mafiosi sono i giudici, che speranza abbiamo di cambiare? E francamente, uno che ha famiglia non si mette a fare la guerra a questi perché sa i pericoli che corre. Dopo 10 secondi rischia di essere disintegrato. Da qui la rassegnazione. In questo contesto, lo chiedo ai cittadini, che senso ha essere onesti? Nessuno.

L’onestà a Cosenza non paga. Anzi, da noi gli onesti passano per minchioni. In una città dove quasi tutto il ceto politico, giudiziario, istituzionale, imprenditoriale è colluso, fare l’onesto non conviene. Perché alla fine l’unico a pagare è sempre colui il quale ha rispettato la Legge, su cui graverà continuativamente l’onere di sborsare il denaro per mantenere tutti questi magnacci della politica, tutti i ricottari (senza offesa per i veri ricottari) della magistratura  e i papponi dell’imprenditoria corrotta.

Cosenza come l’isola di Tortuga. Una città abitata da pirati, serpi, viscidi, squallidi, avvoltoi, cinghiali, porci, iene, sempre pronti a gettarsi su qualche cadavere da spolpare. Tu ti sbatti tutto il giorno a lavorare, e loro mangiano, bevono, fottono, e bevono rum.

A questo punto io dico: ma solo noi dobbiamo essere i caggi che osservano le regole senza ricavarne niente, anzi solo rimettendoci? Io a questo di no.

Da oggi mi metto a delinquere, cosa che consiglio di fare a tutti voi. Ad esempio: trovatevi un buon commercialista capace di artifici contabili, come quelli che fanno ai politici e agli imprenditori corrotti, e non pagate più tasse. Fate più nero possibile e datelo ai vostri figli, nipoti, altrimenti finisce che se lo mangiano loro.

Corrompente, rapinate, imbrogliate, vrusciate, sempre e solo lo stato. Trovatevi buoni avvocati ammanicati pesantemente con i giudici, e vedrete che nessuno vi darà fastidio. Elargite qualche bustarella per ottenere favori e privilegi. Tanto alla fine questi soldi o li spendi così, oppure li dai ai tanti papponi di stato che ci sono da noi.

Firmate assegni  a vuoto e cambiali a nonna, e dateli alle banche, tanto prima che vi condannino al risarcimento, con l’avvocato di cui sopra amico dei corrotti in tribunale, passeranno secoli. E di sicuro il reato verrà prescritto.

Iscrivetevi alle logge massoniche, quelle legali e quelle occulte. Anche se non ne condividete l’impostazione, l’importante è crearvi le stesse coperture di cui godono i ladri di stato. E vedrete che la vostra vita cambierà. Vi troverete qualcosa in più in tasca, e tanti nuovi amici degli amici che vi vorranno bene. E non abbiate paura di incorrere nella Legge, quella vera, quella della Repubblica italiana, perché da noi di questa non c’è traccia.

Non ci sarà mai, a sentire gli stessi magistrati “un Giudice” a Cosenza. E semmai dovesse avvenire una sciagura simile, stati tranquilli perché per Cosenza valgono le parole del poeta: “Una volta un giudice giudicò chi aveva dettato le leggi. Prima cambiarono il giudice. E subito dopo la legge”. E chiaro? Ed ora tutti a delinquere!

GdD