A Scalea la metà dei cittadini non paga le tasse

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«A Scalea il 50 per cento dei cittadini non paga le tasse e non sono ancora stati individuati»: a denunciare la situazione davanti alla commissione Antimafia è Gennaro Licursi, nuovo sindaco, con la lista civica Per la tua città. Che racconta di aver trovato, dopo il suo insediamento, una situazione al limite: «Ci sono zone che non sono nemmeno censite. Ci troviamo difronte a un quadro paradossale, senza nemmeno un’anagrafica completa dei cittadini di Scalea».

Non a caso il debito pubblico nel 2015, a detta del neo primo cittadino, è di circa 15 milioni di euro.

«Erano molto di più, si è arrivati a questa cifra grazie al lavoro della commissione. Su 9 vigili urbani, 6 hanno la 104 per motivi familiari, negli uffici alcuni dirigenti sono stati licenziati o allontanati e usati anche in modo non utile. Gestire il grande afflusso di turisti in estate con poco personale non è facile».

Niente tasse né burocrazia

La triste realtà è confermata dal viceprefetto Salvatore Caccamo, già coordinatore della Commissione straordinaria per la gestione del comune di Scalea alla Commissione Antimafia che prosegue l’attività di approfondimento sulle amministrazioni locali sciolte per mafia e rinnovate alla passata tornata elettorale.

«In sostanza la raccolta dei tributi non avveniva. I bilanci di previsione non erano mai stati approvati e il comune soffriva un deficit di 24 milioni che durante la gestione commissariale si è ridotta a 15 milioni».

Nel luglio 2013 infatti un’operazione di polizia aveva decapitato le organizzazioni criminali locali e l’amministrazione comunale e lo scorso marzo il Comune era stato commissariato.

«Durante il periodo di commissariamento — continua — sono state prese misure di salvaguardia e di recupero dell’evasione fiscale; è stata creata una task force con le poche risorse umane dell’ufficio di ragioneria del comune di Scalea per affrontare la situazione nebulosa che si riscontrava all’interno dei vari settori. Abbiamo poi ricostruito l’anagrafe tributaria del comune, che era assolutamente inesistente: non esisteva una banca dati dei contribuenti».

Dopo il «riordino», l’evidenza: «Mai erano state versate imposte al comune di Scalea, né tasse sui rifiuti, né le imposte sulla pubblicità né sull’acqua; la situazione era assolutamente caotica e nessuno dirigenti aveva mai sottoposto la questione agli organi competenti».