Acri al voto: Madonnella Favuza, i Trematerra e Calabria Verde

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Gentilissima Redazione di Iacchitè,

grazie prima di tutto per il coraggio che dimostrate nel denunciare il malaffare ovunque si annidi senza guardare in faccia nessuno e per l’incoraggiamento, a tutti noi acresi liberi e onesti, a uscire fuori dall’omertà e a denunciare la corruzione che ormai è capillarmente diffusa e ha imbarbarito ogni partito e ogni istituzione (per quelle poche che sono rimaste ad Acri) ed è facile dire che il più pulito dei quattro candidati ha la rogna.

Purtroppo ad Acri i partiti sono stati molto scaltri. Sono due tornate elettorali comunali che il Movimento 5 Stelle non riesce a presentare la sua lista. Né da Cosenza Laura Ferrara o qualcun altro, che voi non amate (Morra arrassusia, ndr), riescono a sostenere chi veramente potrebbe organizzare il Movimento che alle politiche del 2013 fu il primo partito (36% dei voti).
Ma soprassediamo su questo argomento.

Visto che fate parlare i fatti, sacrosanti e inconfutabili, i vostri articoli vengono condivisi dai vari candidati a turno a seconda se colpite i rispettivi avversari.

Anna Vigliaturo

Ma se proprio dobbiamo identificare il candidato più inguaiato che batte tutti per come è sostenuto da corrotti, questo è Anna Vigliaturo (prestanome dei Trematerra), Madonnella Favuza, che gode ogni volta che condivide un vostro post siluro Pinocapalbodiretto.

La sciagura Trematerra, come l’avete descritta voi, si è abbattuta sulla nostra comunità come un uragano, e i danni vanno ben oltre il quadro da voi dipinto.
Il carrozzone della formazione professionale è benché minima cosa, un carrozzino, servito solo per sistemare la moglie di Michele Trematerra a 2.400 euro al mese per non fare il dirigente del nulla. Grazie a voi quel carrozzino è stato chiuso, facendo risparmiare parecchio ai cittadini che pagano le tasse (http://www.acrinrete.info/Articolo.asp?id=9716).

Ma la moglie dell’ex assessore è stata sistemata (con lo stesso stipendio e le stesse mansioni: smanettare su FB sparando balle) a Calabria Verde nella sede diretta da quel Caligiuri (“protagonista” a L’Arena di Giletti) che tante risate ha fatto fare a tutto il popolo italiano.

Nella foto di qualche anno fa spiccano Trematerra e ‘o Principale

Calabria Verde. Quello è il vero carrozzone. Progettato, realizzato e inaugurato dall’assessore all’agricoltura (ma ve lo immaginate un oculista che fa a cazzotti per accaparrarsi l’assessorato all’agricoltura!!!).

Poi a seguire c’è Fincalabra. Dove aveva piazzato 3 suoi uomini che non lasciavano passare un solo finanziamento senza il consenso dell’assessore. E tanti altri carrozzoni veri.
Calabria Verde. Furgiuele è stato nominato da lui ovvero Michele Trematerra. Allevato è stato il suo servo fedele. Ciononostante, i media e i giudici ancora fanno finta che lui non abbia avuto un ruolo importante nella mangiatoia Afor prima e Calabria Verde dopo.

“Zio” Rinaldo Gentile

Il processo “Acheruntia” a Michele Trematerra va avanti, decine di capi di imputazione fra cui il concorso esterno mafioso alla cosca Lanzino, e nella quale lui aveva i suoi uomini di punta fra cui Angelo Gencarelli, suo consigliere, suo uomo di fiducia nell’assessorato, o del padre a Bruxelles, leggetevi le carte che sono pubbliche. Ci sono state le prime condanne. Rinaldo Gentile, membro di spicco dei Lanzino, ha patteggiato 8 anni.

La moglie dell’inventore di Calabria Verde inveisce contro quei poveri disgraziati che hanno abbandonato il marito perché si son resi conto che si trovavano in una cosca, fra questi l’ex vicesindaco persona perbene finito nell’inchiesta. E lei minaccia ritorsioni sulla sua pagina FB: ”Vediamo chi li riconosce…… erano tutti seduti accanto a NOI…… qualcuno anche a Bruxelles…. Se avete difficoltà chiedete in giro o controllate le liste”.

In questa foto la candidata a sindaco Madonnella Favuza, siede a fianco proprio del Gencarelli, che i Trematerra e i suoi adepti evitano come la peste anche solo a nominarlo, al punto che la gente pensa che in quella feccia il solo signore sia lui.
La prima a destra è la moglie di Michele. Grande bellezza.
A fianco a Gencarelli siede Salvatore Palumbo, fratellastro del Trematerra Gino, che quando era assessore alla formazione, ha foraggiato senza sosta, al punto che è stato condannato a restituire 500.000 euro per finanziamenti avuti dietro presentazione di fatture false.
http://www.sdanganelli.it/corte-dei-conti-sezione-giurisdizionale-per-la-calabria-sentenza-10-6-2015-n-112-il-giudice-contabile-valuta-liberamente-le-prove-raccolte-nel-processo-penale/

Il nipote, Salvatore Palumbo junior è candidato in una delle liste che Michele, e non Madonnella, ha formato chiedendo il conto a chi ha avuto e promettendo improbabili posti di lavoro a qualche sprovveduto.

Michele Trematerra

Per oggi può bastare. Se volete la prossima sarà su Fincalabra, con una buona documentazione su un braccio destro di Michele, ex consigliere comunale e ora ricandidato. Molinari.
Chi denuncia i fatti non calunnia.