Acri, ballottaggio Capalbo-Vigliaturo. Il candidato del PD “tradito” dai suoi stessi candidati

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Ad Acri si va al ballottaggio tra Pino Capalbo e Anna Vigliaturo. Quando tutto – ma proprio tutto – lasciava pensare ad una vittoria al primo turno del candidato prescelto dalla feccia del PD e dalla massoneria deviata ovvero Pino Capalbo, i freddi numeri – che sono tali ma non tradiscono mai – dicono che il candidato non è riuscito a superare il 50% per una manciata di voti (si è fermato al 49 e rotti…) e con un vantaggio abissale nei confronti di Anna Vigliaturo.

La candidata della famiglia Trematerra supera di poco il 20% ed incorre quindi in una grande debacle esattamente come il candidato del Cinghiale, Maurizio Feraudo, che prende il 12,96 e viene superato persino dal candidato dei fuoriusciti dal PD, Bonacci, che ha ottenuto il 17%.

Ma il dato politico più importante e che dovrà far riflettere il centrosinistra è un altro. Pino Capalbo non ha vinto al primo turno perché ha preso meno voti delle sue liste. Le 7 liste che lo sostenevano infatti (PD, Acri in Comune, MAD, Liberamente, Sinistra Italiana, Nuovi Orizzonti e Uniti per La Mucone) hanno conquistato una percentuale del 61,96% che sarebbe stata più che sufficiente per la vittoria al primo turno. C’è addirittura uno scarto di più del 12% tra i voti delle liste e quelli del candidato sindaco.

Questo significa che molti candidati si sono fatti votare dai loro elettori ma preferendo un altro candidato sindaco con il giochino del voto disgiunto. In particolare, i mille voti per Capalbo che non sono usciti, li ha presi – perché i numeri non tradiscono mai – questo soggetto particolare che si chiama Bonacci, amico di Bersani, D’Alema e Speranza… (come è chiarissimo dal riepilogo). 

E proprio grazie a questa incredibile situazione, Capalbo si ritrova con un pugno di mosche in mano e rischia ancora altre imboscate al ballottaggio. In ogni caso, comunque, ad Acri il nuovo sindaco sarà un impresentabile della malapolitica. Anche perchè – come abbiamo sottolineato più volte – non c’era nessun candidato da poter votare. Amen. Ma ecco, di seguito, il riepilogo grafico del primo turno.