Acri, l’ASP paga l’affitto del CUP all’ex autista di Trematerra

Michele Trematerra
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AFFITTI ASP. SPESE PER 70MILA EURO

Acri. Secondo l’ultimo rapporto, l’Asp spende per gli affitti degli immobili  presenti sul territorio, circa 70mila euro all’anno.

L’Asp è proprietaria di tre sole strutture; l’ospedale, che si sviluppa su 6000 metri quadrati ed ha un valore di sette milioni, il poliambulatorio di via Julia, 720 metri quadrati per un valore di 960mila euro e il centro di riabilitazione, 475 metri quadrati per un valore di 456mila euro.

Per il resto paga fitti onerosi. Vediamoli in particolare; per gli uffici di via Gemelli, che dal 1998 ospitano l’Urp, l’Adi, l’igiene pubblica, la medicina legale, il servizio veterinario, la neuro psichiatria ed il consultorio, l’Asp paga poco meno di 30mila euro all’anno.

Per i locali di via Giannice, 150 metri quadri, in cui sono allocati gli uffici di protesica e alimenti, dal 1997 l’Asp paga 6mila euro annui.

Per il Cup di via Zanotti Bianco, oltre trecento metri quadri intestati all’ex autista dell’ex assessore regionale, Michele Trematerra, G.S., in via Zanotti Bianco, dal 2010 l’Asp paga 21mila euro annui.

Infine, la guardia medica di San Martino, 80 metri quadri, proprietario dal 2001 costa all’Asp poco più di 3mila euro all’anno.

Naturalmente non è solo sufficiente essere proprietario di ampi magazzini ed appartamenti ma occorre anche una buona dose di fortuna perché l’Asp richieda i locali o avere amici politici al posto giusto. Eppure, in città ci sarebbe tanto spazio per allocare alcuni servizi. Da qualche anno, infatti, l’ospedale Beato Angelo è stato smantellato, nel senso che alcuni reparti sono stati soppressi come ostetricia e ginecologia. Si tratta di ampi e confortevoli locali che potrebbero ospitare tranquillamente uffici e servizi ed, evitare, così spese folli o locali sottoutilizzati. C’è di più: a pochi metri dall’ingresso del Beato Angelo, vi sono immobili e depositi pagati a caro prezzo dall’Asp. Alcuni di essi sono sottoutilizzati, altri ancora vuoti. Perché, allora, non utilizzare alcuni locali dell’ospedale? Si tratta di uscite che hanno contribuito, e contribuiscono, a mandare in tilt tutto il sistema sanitario tanto che proprio la sanità è il settore che impegna circa il 60% dell’intero bilancio regionale.

ROBERTO SAPORITO

tratto da Acri in Rete