Acri, tutti gli incarichi di Aieta (e Palla Palla) alla famiglia Capalbo-Spezzano

Il candidato sindaco della feccia del PD ad Acri ovvero Pino Capalbo ha accusato il colpo. Probabilmente non si aspettava un attacco così duro come quello di Iacchite’ al suo modo di fare politica. Pino Capalbo altri non è che uno dei tanti clientes et parentes che mangiano alla vigna di questo caravanserraglio che si chiama PD. Niente di personale, per carità, ma solo verità. Scomode, ma pur sempre verità.

È giusto che gli elettori sappiano che i candidati del centrosinistra di Acri e i loro familiari, fedelissimi di gentaglia come Madame Fifi, Nicola Adamo, Palla Palla e Aieta (che non ha soprannome ma viene da Cetraro e sta conquistando sempre più potere), hanno sempre campato di politica e ci campano ancora, senza nemmeno sapere, magari, dove si trova la loro sede di lavoro.

Ed infatti il candidato sindaco del PD Pino Capalbo e sua moglie Maria Francesca Spezzano sono clienti alla grande del consigliere regionale Giuseppe Aieta, quello di Cetraro. La sua struttura alla Regione sembra una sorta di taxi per la famiglia Capalbo. 

Pino Capalbo e Giuseppe Aieta

Per la precisione, la prima ad entrare è stata la moglie, alla quale poi è stato revocato l’incarico per far entrare il marito, dapprima come autista e successivamente come collaboratore esperto. Una “vigna” che non ti dico…

Questo è il documento con il quale la signora Spezzano, nel febbraio 2015, è entrata a far parte della struttura di Aieta, prima di essere “disimpegnata” nel mese di settembre.

Questo invece è il documento con il quale, tra dicembre 2015 e gennaio 2016, il signor Pino Capalbo si piazza a vele spiegate nella struttura di Aieta, cessando dall’incarico di responsabile amministrativo al 50% e di autista per passare all’incarico di collaboratore esperto. 

E adesso, visto che ci siamo, vediamo quanto guadagnava il signor Pino Capalbo, aspirante sindaco di Acri in quota Aieta e feccia del PD quando faceva l’autista (almeno così c’era scritto). 

Infine, ecco l’aggiornamento della posizione di Capalbo, da quando (dicembre 2015) non è più inquadrato come autista ma come collaboratore esperto. 

E il bello è che Aieta passa addirittura per uno che vuole contrastare il sistema dominante: ccuri cazzi… diremmo a Cosenza, ma non solo. 
Dunque, il signor Pino Capalbo dovrebbe lavorare al seguito del suo Aieta, eppure ogni giorno è ad Acri, a preparare il suo assalto al fortino di Trematerra e del Cinghiale per imporre alla gente la loro stessa legge, quella dell’intrallazzo e del malaffare.

Ci sarebbe da chiedersi quando Capalbo va a lavorare a Reggio Calabria ma questi la parola lavoro non sanno neanche cosa significa. Ora vogliono conquistare il Comune di Acri per farne una forza elettorale in favore dei loro datori di lavoro. E la gente dovrebbe votarli perché… sono belli!
Ecco perché Palla Palla, Madame Fifi e Aieta sono già venuti ad Acri più di una volta a sostenere i loro dipendenti e le loro famiglie. Noi non possiamo fare altro che sputtanarli nella speranza – almeno questa – di rovinargli la giornata, tanto a loro cosa gliene può fregare dell’onestà e della buona politica?