Affare iGreco: “Troppi interessi nel consiglio comunale di Rende. E Ponzio è sempre lì”

Gianfranco Ponzio, detto il cinghialotto
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Ringraziamo il Gruppo Consiliare “Laboratorio Civico” del Comune di Rende per l’attenzione riservata al nostro intervento e per la replica nella quale si compiace per la fiorente “dialettica politica e civica”.

Questa è la nostra modalità di vivere la città non da spettatori ma da protagonisti. Noi siamo i cittadini della Polis e voi i nostri delegati; anche questo dovrebbe essere un dato scontato. Proprio per questo dovrebbe unirci lo sconcerto per un’assenza quasi assoluta della società civile dal dibattito politico che trasforma ogni questione in una diatriba fra fazioni e cartelli elettorali, rivolta più agli interessi di bottega che a quelli della comunità.

Ma andiamo al primo punto. Nessuno ha affermato che il sindaco non ha a cuore la salute dei cittadini, anzi, lo abbiamo invitato a defilarsi da un’operazione altamente speculativa (nel senso degli euro e non della filosofia) che vede contrapporsi i potentati economico/politici della nostra Regione.

Noi non ignoriamo – e speriamo neanche voi essendo persone deputate ad amministrare la cosa pubblica – che esistono flussi ingenti di risorse che arrivano alla Sanità “Privata” e Pubblica, che molti esponenti politici di primo piano dell’Area Urbana sono legati a doppio filo al mondo degli Ospedali, che molte loro fortune elettorali derivano da quei bacini. Purtroppo il Consiglio Comunale di Rende e la vostra stessa maggioranza non sono esenti da questa tradizione.

Lo dimostra, solo per fare un esempio, il rinnovo alla cooperativa Seatt di Rende della gestione dei servizi legati al settore sanitario e che, secondo alcune fonti giornalistiche “da sempre gravita nell’orbita della famiglia Ponzio/Pulicani. Gianfranco Ponzio, in particolare, è lo storico factotum e fedelissimo di Tonino Gentile. Una sorta di longa manus del potente germano nella politica rendese”.

Oggi come ieri: Ponzio negli ultimi anni ha scelto un profilo più basso. Adesso in prima fila c’è la moglie, Annarita Pulicani , che è consigliere comunale proprio a Rende e con i suoi voti ha contribuito alla vittoria del sindaco Marcello Manna (621 voti personali), ovviamente sponsorizzato dai Gentile. Tutto torna, nella politica e nella sanità cosentina.

E’ lecito sospettare che, non il sindaco, ma questo Consiglio Comunale e questa maggioranza non è indifferente alla questione Ospedale Privato e che il suo giudizio non è esente da altri interessi che esulino dal bene della comunità?

Se è chiaro che noi non facciamo il tifo per la costruzione dell’Ospedale Privato, deve essere altrettanto chiaro che siamo assolutamente distanti da chi ne intralcia il percorso solo per mire personali o di cordata.

Sandro Principe
Sandro Principe

Secondo punto: Cementificazione selvaggia. Il nostro riferimento alla speculazione edilizia avvenuta a Rende negli ultimi decenni non poteva che colpire le passate amministrazioni ed era un invito al sindaco a cambiare registro, a fare ricorso a tutta la sua volontà di cambiamento per portare alla luce finalmente fatti e situazioni a noi già note e manchevoli solo del sigillo dell’ufficialità.

Peccato che su questo punto nella vostra replica non dite nulla nonostante avreste dalla vostra la parte sana della città. Acceleriamo il processo, fuori i dossier!

Ultimo punto. Da dove si evince che avremmo detto che il privato “metterebbe a rischio la sanità pubblica?” Noi, partendo da un assunto politico, abbiamo detto che porre la sanità sul mercato può nuocere gravemente alla salute dei cittadini.

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Per fare solo un esempio, dovreste ricordare un’indagine nazionale di qualche anno fa fatta non dagli antagonisti ma dal Ministero della Salute dalla quale emerge che quasi il 40% dei parti avviene con taglio cesareo quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica che dovrebbe essere il 15-20%, dato che sale al 60% se si considerano solo le case di cura private accreditate.

Uno dei motivi è che un ricovero per parto naturale costa 1.318,64 euro, mentre il ricovero per cesareo costa 2.457,72 euro.

Inoltre non riusciamo a capire dove sia il rischio d’impresa in un’azienda privata che lavora in convenzione attingendo risorse dalla spesa sanitaria regionale e con prestazioni che, secondo alcuni studi, costano circa il triplo di quelle pubbliche.

La sanità, come ci ha insegnato la lotta del movimento per l’acqua bene comune che ha vinto un referendum troppo presto archiviato, è uno di quegli ambiti in cui la logica del profitto è incompatibile con la salvaguardia dei diritti fondamentali anche in termini di efficienza, efficacia, economicità ed accesso universale.

Infine ci chiedete: Un sindaco cosa deve fare? Noi umilmente vi rispondiamo: deve fare Politica, deve abbattere il principio per cui le comunità locali sono amministrate seguendo le dottrine neoliberali che prescrivono, con la scusa del debito, la privatizzazione dei servizi pubblici di interesse generale, deve tornare ad indossare la sua fascia e forzare, come per esempio ha egregiamente fatto sulla questione dei trasporti, meccanismi consolidati.

Dite al sindaco che in questo caso ci troverà sempre al suo fianco.

Comitato Villaggio Europa