Affari&Informatica, Tesi e il Consorzio Clic: tutte le bugie di Madame Fifì

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di Fulvio Mazza

Fonte: Quotidiano della Calabria – 7 ottobre 2004 – 

Nella scorsa puntata di questa piccola telenovela dell’informatica pubblica calabrese, abbiamo evidenziato come la società Tesi era giunta al collasso economico-finanziario (http://www.iacchite.com/affariinformatica-tesi-ascesa-crollo-un-carrozzone-politico/).

A fine 2003, il “sempreallegro” presidente della Giunta regionale Giuseppe Chiaravalloti annunciava che il problema di Tesi era stato risolto perché Fincalabra aveva selezionato la Lutech (un’importante azienda lombarda del settore che fa capo all’ex presidente di Confindustria Luigi Lucchini). A suo avviso, tale azienda era il tanto auspicato socio privato disponibile ad acquisire il 49% del pacchetto azionario. Come facilmente prevedibile, però, l’affare non si concretizzava.

CONTI IN ROSSO: I DUBBI DI LUTECH

Chiaravalloti

Lutech iniziava a temporeggiare e i motivi sono facilmente immaginabili: l’elevato livello di indebitamento, la negativa situazione degli “assets”, dei “ratios”, lo scarsissimo portafoglio ordini e, soprattutto, la mancanza di un vero piano industriale basato su un mercato di libera concorrenza.

A fronte di un capitale di 300mila euro, le perdite accumulate giungono a 3 milioni di euro. In particolare, la perdita di esercizio relativa all’anno 2001 è stata pari a circa 650mila euro; nel 2002 è aumentata a circa 800mila euro che nel 2003 sono passati a 1 milione 500 mila euro (tre miliardi delle vecchie lire). Nel frattempo, il patrimonio netto dell’azienda passa da 134mila euro del 2001 a un meno (!) 525mila euro del 2002 per chiudere con un sempre meno (!) 2 milioni di euro nel 2003.

Va anche notato che, al di là dei dati strettamente economici, Lutech ha, con ogni probabilità, considerato negativamente altri dati del bilancio. Ci riferiamo, da un lato, a come sono stati valutati i beni immateriali (soprattutto il software acquisito da Ised) e – dall’altro lato – gli alti costi di gestione del personale dipendente, dell’apparato amministrativo e delle spese di gestione ordinaria.

Nonostante questa situazione finanziaria, diciamo proprio non florida, gli imprenditori interessati ad acquisire quote di Tesi, ad un certo momento sorprendetemente si moltiplicano come per incanto.

LA LONGA MANUS DELLA COMPAGNIA DELLE OPERE E LE MENZOGNE DI ENZA BRUNO BOSSIOGrazie alla “longa manus” di Comunione e Liberazione, attraverso il suo braccio secolare denominato “Compagnia delle Opere”, ecco spuntare dal nulla il Consorzio Clic (Abramotel, Ifm, Cm Sistemi Sud, Met, Sirfin, Whynot, Compagnia delle Opere stessa) che affianca Lutech nella trattativa con Fincalabra per rilevare il 49%.

C’è da chiedersi quale motivo possono avere uno o più imprenditori, se non votati al suicidio, a risanare Tesi. Chi realmente dovesse farlo, difatti, dovrà sborsare un sacco di quattrini, visto che la legge vieta categoricamente a Fincalabra (che la “vox populi” indica quale agnello sacrificale) di effettuare ripianamenti di perdite e ogni altro intervento che non fosse chiaramente produttivo.

In materia abbiamo da registrare le dichiarazioni di Enza Bruno Bossio, amministratrice di Cm Sistemi Sud. Si tratta di un personaggio che da molti anni svolge un non trascurabile ruolo nella vita economico/politico regionale. Ieri in qualità di leader emergente della sinistra calabrese, oggi personaggio manageriale che non esita a nascondere simpatie verso il centrodestra. Quello che dice va registrato soprattutto nella sua qualità di presidente del Consorzio Clic ma non va dimenticato il suo fondamentale ruolo (positivo? Negativo? Valutino i lettori, sulla base degli esiti che sono sotto gli occhi di tutti) svolto nel citato contesto regionale. E’ stata, difatti, in tempi diversi, amministratore delegato di Intersiel e direttore generale di Telcal.

Abbiamo letto con grande attenzione le dichiarazioni da lei recentemente rilasciate alla stampa. Ma in verità – strano a dirsi – racconta moltissimo fumo e pochissimo arrosto. Da tali dichiarazioni notiamo difatti come affermi che la nuova gestione di Tesi condurrà a grandi risultati imprenditoriali e occupazionali con sensibili ricadute sulla Calabria e sui calabresi. Ma senza minimamente dire in che modo e con quali costi privati e pubblici.

2 – (continua)