Al Pronto soccorso di Paola tra “miracoli”, stampa di regime e (una sola) verità

Il dottore Pasquale Gagliardi
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Venerdì scorso al Pronto soccorso dell’ospedale di Paola un giovane migrante, nemmeno identificato, era arrivato in fin di vita.

Il dottore Pasquale Gagliardi, del quale ci siamo occupati già altre volte tessendone le lodi di medico scomodo per tutti i clan che si annidano nella sanità, ha cercato di salvarlo in tutti i modi. E per farlo  ha capovolto il protocollo effettuando due iniezioni di adrenalina intra cardiaca al giovane. Una mossa disperata e coraggiosa che ha dato i suoi frutti, giacché si è notata la ripresa del battito cardiaco e della pressione arteriosa.

Ora il ragazzo è in coma a Cetraro e, ovviamente, non sappiamo quali danni potrà avere per il lungo periodo in cui è rimasto senza ossigeno.

Raccontati i fatti, c’è da riferire come i media di regime hanno riportato la notizia. Uno ha mischiato informazioni di prima e seconda mano senza centrare il cuore del problema e anzi confondendo ancora di più le idee. Un altro ha addirittura gridato al “miracolo” ed è chiaro, a meno che non si voglia credere al mito di Natuzza o ad altre baggianate simili, che in medicina non ci possono essere cose del genere.

La verità è che un medico testardo ma innamorato della sua professione abbia fatto il suo dovere e che tanti altri, prima di lui, come abbiamo spiegato stamattina, avevano ridotto il giovane migrante in condizioni disperate.

Il giovane paziente, tre giorni prima. era già stato in Pronto soccorso a Paola per forte cefalea e non era stata praticata l’indispensabile Tac.

Nei giorni precedenti si era anche recato dai medici di famiglia associati, i quali lo avevano curato per faringite! Quando finalmente gli veniva effettuata la Tac, si scopriva una emorragia massiva sub aracnoidea che non consentiva alcun intervento neurochirurgico.

Quanto a Gagliardi, continua a fare il suo mestiere con dedizione e all’insegna della libertà, quella libertà che gli è costata il posto di primario facente funzione nella Rianimazione di Cetraro e al 118 di Cosenza.