Alarico, il Gotha dell’archeologia si appella al ministro Franceschini: “Fermate Occhiuto, sta falsificando la Storia”

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Abbiamo ricevuto da pochi minuti una lettera aperta, un importante appello-documento al ministro Franceschini a proposito della grottesca vicenda di Alarico e del suo tesoro.

Oltre al famosissimo Salvatore Settis e al noto Piero Guzzo, i nomi dei firmatari appartengono al Gotha, internazionale, dell’archeologia e dell’antichistica.

Ve la proponiamo nella sua interezza e in tutta la sua gravità. Non è più possibile rimanere inermi di fronte allo sfacelo che sta combinando questo ciarlatano-truffatore che viene smascherato ogni giorno di più nel suo umano squallore e nella sua falsità dilagante.

LETTERA APERTA AL MINISTRO FRANCESCHINI

SULLE RICERCHE DEL TESORO DI ALARICO

I sottoscritti ritengono che l’Amministrazione comunale di Cosenza ed il sindaco Mario Occhiuto abbiano, nel voler promuovere il brand di Alarico, passato il segno falsificando la Storia e portando alle estreme e perverse conseguenze una costruzione identitaria che poggia su basi palesemente false.

Mario Pagano e Mario Occhiuto: Dio li fa e poi li accoppia
Mario Pagano e Mario Occhiuto: Dio li fa e poi li accoppia

I sottoscritti si chiedono cosa spinga l’architetto Occhiuto e il Soprintendente Pagano ad intraprendere ricerche archeologiche per trovare il presunto corredo funerario del re dei Goti. Si chiedono anche cosa li spinga a voler costruire un museo – in totale assenza, allo stato attuale, della più piccola testimonianza materiale alariciana e per un costo di 7 milioni di euro – dedicato ad un invasore che, dopo aver saccheggiato Roma e tutta la penisola nel 410 d.C. – secondo una storia raccontata dal solo Iordanes 150 anni dopo i fatti – muore, per caso, nei pressi di Cosenza.

alarico e mystèreI sottoscritti giudicano la ricerca del tesoro di Alarico non solo priva di domande storiografiche metodologicamente corrette, ma paragonabile soltanto alle ricerche che conducono, nei film e nei fumetti, improbabili ricercatori alla ricerca di ancor più improbabili tesori.

Se si vuole condurre una ricerca archeologica a Cosenza e nel suo agro, se ne programmi una che sia rivolta alla conoscenza integrale del paesaggio storico della Media Valle del Crati, così anche da offrire lavoro e possibilità di formazione ai numerosi giovani che studiano e si laureano in archeologia presso l’Università della Calabria.

I sottoscritti ritengono che la costruzione di un “brand” Alarico sia non solo storicamente sbagliata e socio-antropologicamente manipolatoria, ma anche umiliante per una città – dal IV sec. a.C. capitale dei Brettii e, poi, importante municipium romano – ed una popolazione che, nel corso dei secoli, hanno saputo esprimere ben altre, e più alte, personalità: Aulo Giano Parrasio, Bernardino Telesio, Sertorio Quattromani, Valentino Gentile, Francesco Saverio Salfi, Giovan Battista Amici, Alfonso Rendano, Pasquale Rossi et cetera.

I sottoscritti sono convinti che solo il restauro complessivo e capillare della Cosenza storica -che l’attuale sindaco vorrebbe, selettivamente, addirittura abbattere perché pericolante- potrebbe mettere in moto un meccanismo virtuoso nel quale la “redditività” del patrimonio culturale  cosentino e calabrese non risiederebbe solo nella sua commercializzazione e nel turismo che esso potrebbe produrre, ma in quel profondo ed indispensabile senso di appartenenza e di cittadinanza ispirato dalla propria Storia e dai valori simbolici ad essa collegati.

I sottoscritti chiedono al competente Ministro, Dario Franceschini, l’immediato abbandono del progetto di ricerca del tesoro, del progetto del Museo di Alarico e auspicano, invece, la progettazione e l’esecuzione del recupero integrale dello straordinario, per antichità e ricchezza storico-architettonica, Centro storico di Cosenza, prima che un acquazzone o un terremoto lo cancellino.

Nunzio Allegro        Università di Palermo

Ermanno Arslan       Università di Milano

Andrea Augenti        Università di Bologna

Licia Borrelli Vlad   Università di Firenze, membro Unesco, già ispettore centrale per l’archeologia del Mibact

Franco Cambi              Università di Siena

Joseph Coleman Carter   University of Austin, Texas

Vera von Falkenhausen    emerita Università di Tor Vergata

Lucia Faedo                     Università di Pisa

Emanuele Greco  Università Orientale Napoli, già direttore Scuola archeologica italiana di Atene

Pier Giovanni Guzzo     Accademia dei Lincei, già soprintendente di  Pompei

Gioacchino Francesco La Torre Università di Messina

Elena Lattanzi                già Soprintendente della Calabria

Paolo Liverani                 Università di Firenze

Gianfranco Maddoli        Università di Perugia, Società Magna Grecia

Elisabetta Mangani         già direttore Museo Nazionale L. Pigorini, Roma

Alessandra Molinari        Università di Tor Vergata

Ghislaine Noyé             Ėcole nationale des chartes, Paris

Gianfranco Paci.            Università di Macerata

Maristella Pandolfini    già dirigente di ricerca del CNR

Diane Peterson              Socia Scuola di Atene          

Giuseppe Pucci              Università di Siena

Maria Antonietta Rizzo   Università di Macerata

Battista Sangineto        Università della Calabria

Salvatore Settis           Accademia dei Lincei, già direttore Scuola Normale di Pisa

Giuseppina Spadea     già direttore  Soprintendenza della Liguria

Roberto Spadea         già direttore Soprintendenza della Calabria

Giuliana Tocco            già Soprintendente di Salerno, Avellino e  Benevento

Lucia Vagnetti             già dirigente di ricerca del CNR-ICEVO

Marco Valenti               Università di Siena

Maria Rosaria Vari        docente  Istituto d’arte di Sora

Fabrizio Vistoli             Segretario Società Magna Grecia