Aldo Bonifati, il patriarca dell’Università

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La morte di Aldo Bonifati, padre costruttore dell’Unical, realizzatore materiale del Campus di Arcavacata, è un fatto epocale perché dire Bonifati significa quasi automaticamente Università della Calabria.

Non siamo mai stati estimatori di Pino Nano, famoso giornalista della RAI lottizzata e al servizio dei potenti, ma in alcune cose l’ex caporedattore del Tg3 Calabria è “terribilmente” bravo. E non c’è dubbio che l’unico, vero ritratto di Aldo Bonifati sia stato lui a tracciarlo in un memorabile “pezzo” televisivo, che riproponiamo per ampi stralci..

IL PATRIARCA DELL’UNIVERSITA’

di Pino Nano

…L’unico vero Campus universitario all’americana oggi esistente in Italia porta la sua unica firma esclusiva.

Del Campus che si adagia lungo queste colline, così assolate e così ricche di ginestre selvatiche, Aldo Bonifati è stato anima, corpo, forma e sostanza. Soprattutto intuizione. O forse, ancora di più: coraggio, intraprendenza, intelligenza, caparbietà, voglia di successo, bisogno di rivalsa, e soprattutto un’infinita dose di amore smisurato verso la sua terra natale.

Alla costruzione del Campus Universitario di Arcavacata Aldo Bonifati ha partecipato in prima persona, senza mai sottrarsi neanche per un attimo, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, per 35 lunghissimi anni della sua vita.

Il campus era solo “cosa sua”, e quando nel 1974 i primi disegni dell’area, tracciati dall’architetto Gregotti, fecero immaginare quanto sarebbe potuto nascere su queste colline, da quel momento Aldo Bonifati è diventato il vero capo cantiere di quest’opera monumentale.

Non ci credeva nessuno allora, ma lui aveva giurato a se stesso che “su queste colline, prima o poi, sarebbe nato dalle sue mani il vero motore propulsivo dello sviluppo della Calabria”.

uniAll’inizio furono anni difficili, soprattutto anni di estenuanti mediazioni politiche, di interminabili incontri di governo, serviva trovare dei fondi che allora pareva impossibile trovare o poter dirottare in Calabria, e solo la sua cocciutaggine di calabrese indomito permise il primo via ai lavori.

La Bocoge (BONIFATI COSTRUZIONI GENERALI, ndr) diventa ben presto un’impresa “da raccontare”: è l’impresa con cui Aldo Bonifati dà il via all’operazione Unical, una grande famiglia di operai e di tecnici -ricorda- che nel giro di pochi anni trasforma radicalmente la faccia di questa squallida e anonima contrada rendese.

Compaiono sono le prime gru, partono i primi lavori, si materializza l’avvio del grande “ponte Gregotti” lungo il quale si snoderà in futuro la vita del grande ateneo…

Per Aldo era già tutto scritto prima: “Ogni uomo – ci dice sorridendo – ha un suo destino già segnato, e il mio probabilmente era quello di realizzare la prima Università Campus del Sud…”.

Oggi, il grande privilegio che lui si porterà dentro per tutto il resto della sua vita è proprio quello di poter raccontare in prima persona la magia del successo di questo progetto dalle dimensioni ciclopiche, e che da decenni ormai, nel bene e nel male ma indiscutibilmente, scandisce la vita dell’economia calabrese.

Ma chi avrebbe mai scommesso, quaranta anni fa, su un progetto così rivoluzionario e innovativo come quello proposto dell’architetto Vittorio Gregotti?

FOTO PAESE24
FOTO PAESE24

E’ qui che entra in ballo la tenacia di Aldo Bonifati.

Aldo Bonifati è un uomo che non conosce pause di lavoro, che per tutta la sua vita ha dormito non più di quattro ore per notte, un uomo che è il carisma di se stesso, altero, aristocratico, a volte scontroso, dal portamento palesemente borghese, lontano anni luce dal suo mondo rurale e dal suo territorio…

… Non è un caso che la sua villa di campagna venga da molti considerata una sorta di confessionale all’aperto, dove venire a raccontare al vecchio guru  le miserie quotidiane di un grande ateneo come questo.

Non esiste ministro o presidente del consiglio che Aldo Bonifati non abbia conosciuto o incontrato personalmente, dote e privilegio certamente raro per un figlio di Calabria, ma la storia della sua impresa e i successi delle sue opere hanno dato di lui, in tutto il mondo, un’immagine di efficientismo e di serietà industriale senza pari”.

Fin qui Pino Nano.

IL CORDOGLIO DELL’UNIVERSITA’

unical2“Interpreto certamente il sentimento di tutta la comunità universitaria nell’esprimere profondo dolore, e l’affettuosa vicinanza ai familiari, per la scomparsa di Aldo Bonifati. Con lui se n’è andato non solo un protagonista dell’imprenditoria italiana, ma un amico del nostro Ateneo, di cui ha seguito con entusiasmo e passione tutte le fasi, dalla nascita alla realizzazione”: sono le parole con cui il rettore dell’Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci, commenta la notizia della morte di Aldo Bonifati.

“Il nome dell’UniCal e l’impegno di questo straordinario operatore economico”, continua Crisci, “rimarranno inscindibilmente legati, così come incancellabile sarà il ricordo del ruolo che egli ha svolto in momenti difficili, alla ricerca di un punto di equilibrio tra il processo di crescita dell’Ateneo e la sua attività imprenditoriale. Fasi in rapporto alle quali hanno sempre prevalso il senso di responsabilità e la disponibilità al confronto di Bonifati, qualità che hanno consentito di superare criticità altrimenti irrisolvibili”.

Crisci, infine, ricorda la costituzione dell’associazione “Amici dell’Università della Calabria” e la pubblicazione, per i tipi di Luigi Pellegrini Editore, della storia dell’Ateneo, che hanno visto impegnato Bonifati negli ultimi anni: “Tre volumi”, dice in particolare di quest’opera Crisci, “in cui è custodita la memoria di un imprenditore di valore per il quale sarà giusto pensare ad iniziative che ne tengano vivo il ricordo, anche tra le future generazioni”.

E intanto sono già in molti a chiedere che venga intitolata a Bonifati piazza Vermicelli o magari il teatro.