Allarme furti in casa: i topi ballano e il questore dorme

Advertising

E’ allarme furti negli appartamenti a Cosenza. Negli ultimi giorni sono stati svaligiati, tra Cosenza e Rende, almeno 15 appartamenti, senza contare i furti avvenuti prima di queste feste. Diversi cittadini ci avevano scritto per segnalarci questa grave situazione che continua a perdurare. Tra questi l’ex assessore Nicola Mayerà che ha ricevuto (si fa per dire) la visita dei ladri, un mese fa, a casa sua in pieno centro cittadino e in pieno giorno (circa le 12,00 di un giorno feriale). Quello dell’ex assessore era un appello ai cittadini a denunciare, ma anche alle forze dell’ordine di essere più vigili e risolutive.

Anche noi avevamo fatto un appello al questore chiedendogli di impegnarsi un po’ di più almeno su questo, e di porre fine a questo obbrobrioso crimine.

Perchè di questo si tratta: di un furto sacrilego. La casa è un luogo che può definirsi sacro. Il furto in casa è qualcosa che ti sconvolge la vita. E’ qualcosa che ti fa star male dentro. Perché la casa è la tua vita, e come la tua vita è sacra ed inviolabile. E’ lì che tieni tutto: ricordi, amori, nostalgie, felicità, oltre ai beni materiali. E vedere i tuoi ricordi strappati, violati, buttati, rubati è qualcosa che non ti scordi più. Sapere che un estraneo ha frugato tra le tue cose, nei tuoi cassetti, nei tuoi armadi, per tanti, questo, è sconvolgente. Una violenza alla persona vera e propria. Non è un reato che sottovaluterei proprio per le ricadute “sociali”. Infatti la gente è stordita da questo e si chiede: com’è possibile che questa banda agisca indisturbata e a qualunque ora del giorno  e della notte?

Ed è proprio il caso di chiedersi: cosa fa la polizia?

Quali sono le contromisure adottate dal questore dopo che si è reso conto della gravità della situazione in base al crescente numero di appartamenti svaligiati nell’area urbana?

Mi sa nessuna! Dato che la stessa cosa continua indisturbata al cimitero di Cosenza dove si registrano anche lì indegni furti di oggetti e fiori dalle tombe dei defunti.

Siamo in balia di piccoli criminali e topi di appartamento che la fanno da padrona in città strafregandosene di tutto e di tutti. Amaru chini cci ‘ngappa!

E mi scusi se ancora una volta  francamente le chiedo: in questa città dove succede di tutto e di più, e che qualcuno vorrebbe spacciare come isola felice, capisco che lei, dottor Liguori, non può fare la lotta alla corruzione perché non si possono arrestare gli amici degli amici che sono intoccabili; che non può perseguitare i politici corrotti perché sono coperti da magistrati più corrotti di loro e sono immuni da tutte le indagini; che non può arrestare i dirigenti pubblici che rubano denaro pubblico perché distribuiscono bustarelle a tutti i pezzotti della città e sono dispensati dal rispetto della Legge; che non può arrestare chi trucca gli appalti perché sono una specie protetta; che non può arrestare gli avvocatoni che truccano la Giustizia perché sono ammatassati pesantemente; ora, volendo ipoteticamente comprendere i motivi della sua impossibilità nel fare tutto questo, che per farlo, tra l’altro, ci vorrebbe gente alla Boris Giuliano, può fare almeno qualcosa per farci stare tranquilli che se usciamo per una passeggiata con la famiglia non corriamo il rischio di essere colpiti da pallottole vaganti e di non trovare, al rientro, anche la casa svaligiata?

Questo, caro questore, lo può fare? Può garantire, almeno, la minima sicurezza ai cosentini?

Ci dica cosa le serve, se ha bisogno di aiuto, e se da solo non ce la fa. Dialoghi con i cittadini e spieghi loro cosa possono fare per essere utili per debellare questo odioso reato.

Tanto, di tempo da dedicare a questa indagine ne ha. Visto che gli altri reati elencati non vengono perseguiti. Altrimenti che fate tutto il giorno in ufficio, non mi dica che anche lei sta tutto il giorno su FB?

E se le serve anche un po’ di attrezzatura non faccia complimenti, lo dica. Per quel che mi riguarda farò una personale donazione alla questura di un bel kit del “Bravo Investigatore”. La scatola dove c’è la lente di ingrandimento, la polverina per le impronte digitali, il pennello, la pinzetta per prelevare gli oggetti dalla scena del crimine, un paio di guanti, una bustina dove riporre le prove, e il cappello di Sherlock Holmes. La pipa se le interessa va ordinata a parte.

GdD