Allarme Legambiente: la depurazione calabrese è un disastro

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Mancata depurazione per le coste calabresi. È emerso dal rapporto stilato da Legambiente nell’ambito delle attività svolte con il progetto Goletta verde.

Così su 24 punti monitorati, 18 presentavano cariche batteriche elevate, anche più del doppio dei limiti imposti dalla normativa. Tra i problemi maggiori risultano i canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati.

Alcuni dei punti monitorati risultano ormai inquinati da anni, da addirittura sette consecutivi la foce deltorrente Caserta, nei pressi dello scarico del depuratore sul lido comunale a Reggio Calabria, dov’è alta la presenza di bagnanti, e lo scarico presso il lungomare Cenide a Villa San Giovanni; da sei anni, invece, la foce del canale sulla spiaggia di “Le Castella” a Isola Capo Rizzuto e la foce fiume Mesima a San Ferdinando.

È questo il bilancio dell’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. L’istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa al Hang Loose Beach di Gizzeria (Cz) da Andrea Minutolo, coordinatore dell’Ufficio scientifico di Legambiente e da Luigi Sabatini, direttore di Legambiente Calabria.

I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra l’11 e il 13 luglio 2016. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. I punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta.

Cinque i punti campionati in provincia di Cosenza, di cui tre fortemente inquinati: alla foce del fiume Noce a Tortora; alla foce del fiume Parise a Bonifati; alla foce del canale sulla spiaggia di Villapiana Lido all’altezza di via Graziano. Nei limiti di legge gli altri due campionamenti alla foce del fiume Lao a Scalea e alla spiaggia libera tra Diamante e Belvedere marittimo all’altezza del depuratore.

In provincia di Reggio Calabria dei sei punti monitorati soltanto uno presentava cariche batteriche contenute nei limiti di legge (quello alla spiaggia in corrispondenza di piazza Porto Salvo a Melito di Porto Salvo). Giudizio di fortemente inquinato, invece, per i prelievi effettuati alla foce del canale Fiumarella a Brancaleone, alla foce del torrente Caserta nei pressi del lido comunale a Reggio Calabria; allo scarico presso il lungomare Cenide di Villa San Giovanni; alla foce del fiume Mesima a San Ferdinando. Inquinato invece il giudizio per quello alla foce del fiume Petrace a Gioia Tauro.

Situazione simile in provincia di Vibo Valentia, dove sono risultati fortemente inquinati cinque dei sei campionamenti: alla foce del fiume Angitola in località Calamaio a Pizzo; alla foce del fosso Sant’Anna a Bivona di Vibo Marina; alla foce del torrente Murria a Briatico; alla foce del torrente Ruffa a Ricadi e alla foce del torrente Britto a Marina di Nicotera. Seppure quest’ultimo punto non coincide con la spiaggia che nei giorni scorsi finì sotto l’attenzione dell’opinione pubblica a causa delle vibrate proteste dei cittadini di Nicotera,

Legambiente chiede all’amministrazione e all’Arpa Calabria di proseguire negli approfondimenti delle possibili situazioni di rischio per la salute dei bagnanti.

Tre i punti campionati in provincia di Catanzaro: per due di questi è stato evidenziato un carico inquinante superiore a quello consentito: giudizio di fortemente inquinato per quello alla foce del torrente Zinnavo a Lamezia Terme e di inquinato per quello alla foce del torrente Tridattoli a Capo Suvero di Gizzerìa. Entro i limiti, quello alla spiaggia di Caminia a Stalettì.

Quattro, infine, i prelievi effettuati in provincia di Crotone, tre dei quali con cariche batteriche oltre i limiti: fortemente inquinati quelli alla foce del fiume Neto tra Strongoli e Crotone e in prossimità del canale sulla spiaggia in località Le Castella di Isola di Capo Rizzuto, zona quest’ultima che vede un’altissima presenza di bagnanti. Inquinato quello alla foce del fiume nei pressi di via Conchiglie a Crotone. Nella norma l’altro prelievo effettuato a Isola di Capo Rizzuto, presso la spiaggia Marinella.