All’Asp fanno affari anche con i cani. Il ruolo delle associazioni animaliste

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È sconvolgente che siano proprio i veterinari dell’Asp di Cosenza all’interno del canile di Mendicino a vietare di fare fotografie ai cani “detenuti” a quei pochi volontari che possono entrare. Abbiamo raccolto molte proteste e i diretti interessati non hanno dubbi: “Non ci fanno scattare foto perché se c’è pubblicità per i cani, c’è possibilità di adozione e quindi c’è perdita di denaro”. 

Oltre a ciò, il fatto che l’Asp vieti alle associazioni ed anche ai singoli volontari di potersi intestare il cane a proprio nome è un altro abuso fuorilegge che va contro le disposizioni in materia attualmente in vigore.

Loro, quelli dell’Asp, dicono che lo fanno per sensibilizzare i Comuni, ma tutti sanno che lo fanno per avere maggiore ingressi in canile e di conseguenza più parcelle e quindi più soldi nei canili.

Cosenza-AspMa i soldi che vanno ai canili, che i Comuni convenzionati, e quindi noi contribuenti, versiamo generosamente, non vengono utilizzati per curare gli animali detenuti in queste strutture in maniera idonea. Tanto risulta ovvio se vediamo le condizioni di cani (sempre quando è possibile adottare) che escono dai canili, spesso trascurati e malnutriti.

Come mai accadono cose dal genere? Eppure, i soldi ci sono…

Inoltre, sembra assurdo che una persona non possa diventare proprietaria del cane al momento della registrazione in anagrafe canina (Asp Veterinaria), ma solo detentore con le spese a carico suo.

La cosa più sconvolgente è che ci sono associazioni che supportano questo andazzo. Una forma di volontariato fatto da finti animalisti, senza scrupoli, con il solo scopo di lucrare su queste povere anime.

Inoltre, a detta dei volontari, si fanno avanti con un’arroganza tale da far credere che l’iter praticato da loro verso i randagi sia l’unico da eseguire, come se ogni altra azione fosse illegale.

Ma quando mai poi è illegale togliere un cane dalla strada e metterlo in una casa o struttura privata? Insomma, non è possibile che le associazioni animaliste esistano solo per gettare cani nei canili come fanno su Cosenza per creare un esubero e un dispendio di denaro eccessivo.

Tutto questo è una brutalità allo solo scopo di ingrossare le tasche di qualche affarista, ma la violenza perpetuata non è solo verso gli animali, ma anche sulle persone, in quanto ci si prende gioco della sensibilità pubblica, facendo credere che gli animali siano curati a dovere e che le associazioni tanto decantate siamo animaliste per davvero e che i canili siano isole di salvataggio.

Oltre a questo, i Comuni spendono il denaro pubblico in maniera incontrollata, in quanto l’accesso ai registri dei canili è permesso dalla legge, ma ostruito dall’Asp.

Come mai questa scarsa trasparenza e questi favoritismi verso pochi eletti? Come mai chi parla di legalità è il primo ad essere illegale?

Chissà se qualcuno si deciderà a prendere seriamente in mano la situazione, perché è sconvolgente che ci siano persone che dicono ai volontari: “lascia stare quel cucciolo per strada, altrimenti ti denuncio”. Della serie: ma tu lo sai chi sono io?