Almaviva, 154 operatori trasferiti da Palermo a Rende: parte la protesta

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150 operatori dell’Almaviva, tre team leader e un business manager, individuati all’interno della ormai ex commessa Enel, saranno trasferiti da Palermo a Rende.

Oggi i manager hanno consegnato le prime lettere che fanno partire a dopo la metà ottobre i primi trasferimenti. Tanta la rabbia tra i lavoratori che sostenuti dai sindacati si posizionano sul piede di guerra.

I sindacati hanno formalizzato oggi alla società di call center la convocazione, con “estrema urgenza di un incontro di esame congiunto”. L’azienda assicura che saranno applicati “criteri oggettivi di anzianità e carichi familiari”.

Tale personale non sarà più interessato, dunque dalla riduzione oraria derivante dall’accordo di solidarietà in essere presso la sede di Palermo. L’azienda, inoltre, si dice disponibile a prevedere “forme di supporto logistico per sostenere il personale nel primo periodo successivo al trasferimento”.

Quegli addetti, avverte Almaviva, “non possono trovare una ricollocazione nella sede di Palermo” sia a causa degli esuberi già esistenti nelle altre commesse, “sia per l’indisponibilità dei relativi committenti all’incremento delle risorse impiegate – già superiori alle necessità – sui loro servizi”.

Peraltro, a Rende ci sarebbero “fondate prospettive di consolidamento” dei volumi di attività in particolare nelle commesse Telecom e Alitalia.

Insomma, dopo l’accordo di maggio, salutato con sollievo, che allontanava lo spettro dei quasi tremila esuberi, adesso inizia un nuovo autunno caldo per il popolo di Almaviva.