Amantea, arresti eccellenti: ecco come La Rupa e Madame Fifì hanno vinto le ultime elezioni

Aloisio, Pizzino e Chilelli
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La bufera giudiziaria ad Amantea con gli arresti di Franco La Rupa e del consigliere di maggioranza Marcello Socievole, riporta alla ribalta la recentissima ultima tornata elettorale dell’11 giugno che ha proiettato alla poltrona di sindaco Mario Pizzino.

Il nuovo sindaco di Amantea è (appunto) Mario Pizzino, stimato pr­ofessionista della città di Amantea, supportato da Robert Aloisio, espo­nente del movimento politico “La Calabria che vuoi” che fa riferimento all’ex co­nsigliere regionale Gianluca Gallo espressione dell’UDC.

Aloisio era quotato come ipotetico cand­idato a sindaco ad Amantea, il suo passo indietro a favore di Pizzino è stato un segnale di apertura verso alt­ri gruppi pronti ad entrare nel progetto politico, un po’ come a dire “Ecco Mario Pizzino, il candida­to di superamento”.
Mario Pizzino è molto attivo in città anche nell’associazionismo, infatti è presidente dell’associazione Spirito Libero, ed è stato supportato pure da Fulvio Chilel­li e da altri sogge­tti impegnati nella composizione della lista, composta da bu­oni portatori di vot­i.

Ma ecco una spietata “fotografia” della campagna elettorale di Amantea.

Com’era ampiamente prevedibile si è andati al voto come in una normale competizione. Del dissesto non si è fatto cenno, o meglio, il dissesto non esisteva nei dialoghi correnti tra la gente. Quasi nessuno ne ha parlato, né candidati, né elettori, né intellettuali, né professionisti, né operai, un po’ solo chi le tasse le ha sempre pagate. Un diffuso e stratificato torpore in proposito, ma presto spunterà lavanga dalla punta d’oro all’incontrario e tanti se ne renderanno conto.
E’ una cosa pazzesca questa assenza di coscienza sulla situazione cittadina, forse perché troppi si sentono colpevoli. Emergeva, in modo apprezzabile, un distacco che faceva pensare a non voto, bianche, nulle, ma alla fine non è stato certo tale da creare sconvolgimenti.

Nella tornata elettorale si sono misurate tre liste ufficiali più una ombra.
Le tre ufficiali hanno fatto capo a Francesca Menichino (M5S), Mario Pizzino (centrista), Tommaso Signorelli (altra lista di centro) e quella ombra raggruppa persone abituali del “tavolo delle carte” che questa volta siedono al fianco dei giocatori con il vantaggio di guardare le carte di chi si confronta. E’ certo che la lista ombra abbia determinato il vincitore.

Franco La Rupa

Per quei pochi che non lo avessero capito, l’uomo ombra è Franco La Rupa, ex consigliere regionale ed ex sindaco, immarcescibile personaggio della politica cosentina, sempre alla ricerca del potere e con le mani in pasta. Attualmente in combutta con l’ala del PD che fa capo a Madame Fifì, da sempre in ottimi rapporti con chi viene dall’UDC. La presenza in lista di Enzo Giacco segretario cittadino – risultato tra gli eletti e considerato vicinissimo agli esponenti cosentini del Pd – conferma come Amantea resti un caposaldo di Capu i liuni e consorte in cui tra l’altro la coppia ha una residenza.

Ed ecco che cos’è quest’accozzaglia di gente che ha formato la…

Lista “Azzurra” – Mario Pizzino

pizzino mario amantea 2017Le liste elettorali sono espressioni di partiti/movimenti politici, o di raggruppamenti d’aree d’influenza, o di corporazioni, o di realtà territoriali, comunque di una sinergia di varie componenti. Questa lista, invece, ha semplificato la gestazione ed è nata addirittura da unico genitore ermafrodita.
Trattandosi di figura in grado di catalizzare vari impulsi economico-sociali non gli è stato difficile elencare tanti desiderosi di varcare l’Empireo.
Una lista fatta di soggetti in buona parte abituali del cimento elettorale che storicamente hanno raccolto suffragi significativi. Ad essi sono stati aggregati elementi potenzialmente di buona portata. Picchi di preferenze si sono verificati a Campora dove ci sono stati i più votati della lista.
Per la prima volta capita che la parte consistente della maggioranza uscente non è candidata. Non è credibile che stiano alla finestra e sono questi che graviteranno nella lista ombra.
Nella lista “Azzurra”, quindi, è confluita buona parte dei voti della lista ombra, di corpose associazioni cittadine e di nuovi segmenti lavorativi che ambiscono a fare imprenditoria “facilitata”.

La presenza di esponenti PD ha prodotto un ovvio apporto; speriamo che il consigliere d’area PD (probabile assessore) durante i consigli comunali non si confonda chiamando compagni quelli che gli stanno intorno, questo proprio no.
Da tempo, viste le vacche magre degli ultimi anni, in tanti attendevano il deus ex machina generatore ermafrodita della lista che, anche in condizioni di possibili tuoni lampi fulmini e saette, apporterà sostanza.

Una volta entrati nel governo della città, le cose prenderanno la loro consistenza. Il sindaco Pizzino, deciso e accettato dai suoi nei minuti di recupero, non troverà la mucca dalle grandi mammelle che ha determinato il modus operandi amministrativo del passato. Le grandi carenze finanziarie e il soffocante dissesto richiederanno accortezze mai maturate negli scranni amanteani.

Essere un brillante e preparato commissario straordinario è cosa meritevole assai, essere sindaco di un comune dissestato è altra cosa, esattamente la differenza che c’è tra un curatore fallimentare a tempo ed un imprenditore permanente. Ciò non toglie che il “pittore”, una volta eletto, potrebbe rivelarsi maestro… il problema è che tavolozza, colori e pennelli potrebbero essere inutilizzabili…

Non è prevedibile se questa maggioranza durerà tutto il tempo, è certo che sarà un periodo di obbligata inedia che lascerà al passo le ambizioni cittadine.
In tanti dicono che si potrebbe correre il rischio di avere un sindaco effettivo (La Rupa) e uno che fa il pupazzo (Pizzino), e oggi il sospetto è più che mai fondato…

Il programma elettorale? E che gli vuoi dire? Manca solo la caduta della manna dal cielo per le famiglie bisognose che vivono nelle campagne e la moltiplicazione dei pani e dei pesci per quelli del centro (Gesù con 5 pani e 2 pesci ha sfamato cinquemila uomini, ma Mario Pizzino o chi per lui farà meglio…).

Non rimane che aggiornarci all’arrivo di qualcuno che tolga la maschera a tutti ed annulli il teatrino delle ultime elezioni…