Amantea, lettera aperta di Signorelli: “Un duro colpo per le famiglie intoccabili dominatrici del territorio”

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Arriviamo con qualche giorno di ritardo ma è importante pubblicare una testimonianza fondamentale rispetto alle vicende politiche che si stanno consumando in quel di Amantea. Pubblichiamo allora il testo di una lettera aperta ai cittadini da parte di Tommaso Signorelli, l’ex sodale di Franco La Rupa, candidato sindaco alle ultime elezioni e battuto da Mario Pizzino. La sua missiva sembra quasi una sorta di “assicurazione sulla vita” e pertanto va analizzata bene.

Ecco il testo integrale:

“Carissimi concittadini, dopo soli 45 giorni di Amministrazione Pizzino, i risultati sono a dir poco disastrosi.

Non voglio entrare in merito alle vicende giudiziarie e comprendo perfettamente lo stato d’animo degli indagati e dei familiari.

Soprattutto comprendo il momento di coloro i quali sono stati privati della loro libertà.

Ma, è doveroso da parte mia chiarire alcuni aspetti in merito a tutto ciò che è accaduto durante la campagna elettorale e subito dopo la proclamazione di Pizzino sindaco di Amantea.

Come ben ricorderete, il sottoscritto, durante la competizione elettorale implorava a tutta la cittadinanza di non cedere ai ricatti e di votare liberi senza paura delle ritorsioni. Mi ero accorto che parecchi cittadini erano timorosi e nello stesso tempo, dicevano che non mi votavano perché qualche candidato avversario aveva promesso di tutto e di più.

Non mi meravigliava il fatto delle promesse ma ero stupito per i ricatti e le minacce che in moltissimi casi ho riscontrato. Tutti sapete che l’ultima settimana l’aria della vittoria era a mio favore. Invece è successo di tutto e di più.

Sarà la Magistratura a stabilire se le elezioni del 2017 sono da invalidare oppure no.

Voglio precisare che ne io, né i miei candidati, abbiamo fatto denuncia, durante la campagna elettorale, di modi e azioni (illegali) che alcuni esponenti nonché sponsor ufficiali della lista Pizzino hanno posto in essere proprio per non essere strumentalizzati politicamente.

Dopo le elezioni, invece, in seguito a una registrazione di dominio pubblico, ho ritenuto porre all’attenzione degli organi inquirenti, tale registrazione perché, a mio avviso, dimostra un modus operandi della lista Pizzino durante le elezioni del 2017.

Voglio precisare che la mia deposizione è avvenuta circa un mese dopo l’apertura delle indagini e da parte mia ritengo sia stato un atto dovuto. Voglio precisare inoltre che, i miei candidati, hanno deciso di unirsi a me perché non abbiamo fatto altro che depositare una registrazione che era già in mano agli organi inquirenti ed era doveroso da parte nostra agire nella massima legalità e trasparenza.

Oggi qualcuno strumentalizza la vicenda come se a causa nostra siano avvenuti gli arresti. Ma veramente si può pensare che La Rupa e Socievole siano stati arrestati solo perché abbiamo depositato una registrazione tra l’altro dopo un mese dall’inizio delle indagini?

Io capisco i familiari e i tifosi dei 2 soggetti in questione che cercano di far passare il nostro gesto come una vigliaccata. NON È COSÌ.

Prima di prendersela con noi si devono fare un esame di coscienza. Qualcuno dice che queste cose sono state sempre fatte e che non c’è nulla di scandaloso nella condotta di La Rupa e Socievole.

Allora se questi devono continuare ad essere i metodi per decidere la vittoria di una lista io non mi ci ritrovo più. La mia squadra ha fatto una campagna elettorale nelle piazze senza promettere e senza ricattare, tanto meno, minacciare nessuno.

Dopo tutto quello che il sottoscritto ingiustamente ha passato se ha deciso di rimettersi in gioco lo vuole fare nella massima trasparenza e, laddove intravede il malaffare è pronto a combatterlo. Come in questa vicenda.

Mi dispiace solo che ci sono famiglie considerate per bene nella nostra città che sono paladine della legalità a corrente alternata. In questa vicenda non fa tanto male l’arresto di La Rupa quanto quello di Socievole.

Sembra che sia stata attaccata la CASA BIANCA O LE TORRI GEMELLE. E’ un duro colpo per le famiglie INTOCCABILI DOMINATRICI DEL TERRITORIO. Io non ho nulla contro queste grandi famiglie ma devono pensare sempre alla stessa maniera: se uno va in carcere qualche cosa ha commesso.

Almeno questo fino alla scorsa settimana era il loro pensiero. Oggi invece sento parlare tanto di garantismo.

Lascio a tutti voi la risposta.

Un Abbraccio a tutti.                                              Tommaso Signorelli