Amantea, il sindaco Pizzino (La Rupa-Madame Fifì) non molla. Fino allo scioglimento?

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Sono in tanti a chiedersi cosa succederà adesso ad Amantea dopo gli arresti del sindaco-ombra Franco La Rupa e di uno dei suoi principali sodali Marcello Socievole, consigliere di maggioranza del sindaco-pupazzo Mario Pizzino.

“La situazione è grave, gravissima – scrive in una nota Francesca Menichino del Movimento Cinquestelle –: hanno arrestato un consigliere di maggioranza, e Franco La Rupa che dai palchi è stato definito il 17esimo uomo della lista, che ha determinato le sorti di questa competizione elettorale, che ha formato la lista e che solo nella notte tra il 12 e il 13 maggio, poche ore prima della presentazione, ha individuato Mario Pizzino quale candidato a sindaco.
L’accaduto? Una registrazione, le voci inconfondibili, la richiesta insistente del voto, il ricatto per il posto di lavoro, la denuncia di parte, l’arrivo di Bruni alla procura di Paola, gli arresti.
Il copione, il solito copione della richiesta del voto in cambio di qualcosa, che sia il lavoro o la sua conservazione o altri vantaggi.

Il sindaco non potrà fare altro che dimettersi – si poteva pensare.  Ed invece le parole del primo cittadino di Amantea sono.. di stupore, meraviglia…”un fulmine a ciel sereno, sono basito, credo nell’innocenza di Socievole, di La Rupa non parlo perché posso esprimere un giudizio solo sulle persone con cui ho collaborato direttamente.”

La poltrona a tutti i costi non si molla e si ancora fermamente al muro dell’ipocrisia.
Anche quando per salvare la poltrona si perde la dignità, forse nell’ultimo momento utile per farlo, perche se Pizzino vorrà cercare di riabilitarsi in qualche modo agli occhi dei cittadini onesti, questo è il momento. Se questo non accadrà subito, Pizzino consegnerà colpevolmente alla storia della città di Amantea una delle sue più brutte pagine.
E adesso in conclusione mi rivolgo a te Mario: basta, basta con questa condanna perenne alla nostra città. Basta con l’ipocrisia e le maschere inutili.
La verità la conosci tu e la conosciamo tutti!
Adesso dilla e gridala, e liberala la nostra martoriata città di Amantea”.

E’ appena il caso di ricordare che, in presenza di reati come il voto di scambio, non è affatto improbabile che venga disposto un accesso agli atti al Comune di Amantea, che in questi casi è propedeutico allo scioglimento. A meno che il sindaco o chi per lui non annunci prima le dimissioni. Come fece, per esempio, Vittorio Cavalcanti quando era sindaco di Rende.