Amministrative 2017, Ghisleri: “Grillo finito? Non sparatela grossa!”

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Chi pensa che il Movimento 5 Stelle sia finito, si sbaglia di grosso. È l’avvertimento, anche brusco, di Alessandra Ghisleri. Intervistata dal Messaggero, la sondaggista direttrice di Euromedia Research ammette che i grillini “erano un po’ sopravvalutati”, ma “per l’amor del cielo, come si fa a spararla così grossa” sostenendo che abbiano fatto flop?

Innanzitutto, queste elezioni comunali vanno prese con le molle: “Erano chiamati a votare poco più di 9 milioni di italiani. Alle urne se ne sono presentati all’incirca in 5 milioni e mezzo. È un segmento importante e significativo del corpo elettorale italiano ma siamo solo intorno al 12% del totale”, quindi una fetta non propriamente rappresentativa dell’elettorato italiano. I 5 Stelle vanno al ballottaggio solo in 8 casi su 140, perché “le amministrative non sono il loro terreno preferito. Alle comunali non è in campo il loro leader e il voto d’opinione è meno corposo”. E poi, sottolinea la Ghisleri, “i 5Stelle hanno un problema di figure rappresentative sul territorio e, presentandosi sempre da soli, non dispongono di una rete che li supporti”.

Esattamente l’opposto dei partiti tradizionali, che hanno rispolverato le coalizioni: “Una intelligente politica di allargamento”, la definisce la sondaggista più amata da Silvio Berlusconi, perché “permette ai partiti di raggiungere due obiettivi: mantieni la tua identità e contemporaneamente allarghi la tua area di attrazione”. Pd e Forza Italia hanno preferito appoggiare liste civiche perdendo qualche voto a livello statistico, ma assicurandosi la presenza in quasi tutti i ballottaggi, mentre la Lega Nord “ha tenuto la barra indirizzata sul suo brand. Con risultati positivi per le sue liste. Anche nel Centro mi pare che la Lega Nord con Noi con Salvini abbia ottenuto risultati apprezzabili ad esempio a L’Aquila e Ladispoli. Ora bisognerà vedere se avrà la costanza di lavorare al radicamento su nuovi territori”.

Per le elezioni politiche, però, cambierà tutto. Molto dipenderà dalla legge elettorale con cui si andrà al voto, ma una cosa è certa, assicura la Ghisleri: “I poli a oggi restano tre”.