Aprigliano, la giornata della legalità è una presa per i fondelli (di Vincenza Lucente)

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L’amministrazione comunale di Aprigliano inaugura il 2 dicembre la nuova sala consiliare bis e per l’occasione promuove una giornata all’insegna della legalità.

Ora, mettendo da parte il fatto che nessuno ha compreso la necessità di sperperare denaro pubblico per un inutile doppione della già perfettamente adeguata Sala polifunzionale, i nostri bravi amministratori ci tengono a precisare che intitolare la nuova sala ai giudici Falcone e Borsellino è un dovere politico, etico e morale, per dire un secco no a qualsiasi forma di associazione mafiosa.

Bella. Bellissima iniziativa.

Peccato che i fatti, a mio parere, non raccontino la stessa favoletta. Questo esecutivo vive in un mondo virtuale tutto suo.

Si vuole parlare di morale? E allora parliamone.

Secondo qualsiasi decente etica pubblica, non si dovrebbero conferire incarichi diretti a congiunti o prossimi parenti.

Non si dovrebbero “spartire”gli scrutatori tra maggioranza e minoranza (un po’ a me un po’ a te). Non si dovrebbe, senza richiedere alcuna autorizzazione, demolire un fabbricato di proprietà comunale, acquistato per 60 milioni di vecchie lire.

Non si dovrebbe scialacquare il denaro pubblico spendendo 18mila euro per l’impianto audio della nuova sala, oppure acquistare un divano da 5mila euro per adornare la stanza del signor sindaco.

Non si dovrebbe “regalare“ un’autoscala.

Non si dovrebbero respingere gli emendamenti, rivolti a tendere una mano di aiuto a chi ha bisogno, solo perché proposti da questa parte politica.

Non si dovrebbero chiudere le porte, addirittura appena eletti, ad associazioni che hanno promosso e valorizzato questo paese, in favore di associazioni neonate con zero titoli.

E se… un consigliere subisce un atto intimidatorio, legato sicuramente all’espletamento delle proprie funzioni, come è successo a me medesima, un consiglio c omunale che si rispetti dovrebbe immediatamente essere convocato, soprattutto se ha contezza e cognizione di quello che Rocco Chinnici, insieme a Falcone e Borsellino, ci hanno insegnato.

Sono queste le circostanze in cui, un uomo con la schiena dritta, prende posizione e anche nettamente. Questo non è accaduto! Silenzio. L’ordine è: Silenzio!

Anche quelli che sembravano profondamente colpiti e allarmati dai gesti compiuti, si allineano, piegano la testa.

Silenzio. Stretto parente di quella omertà che fa paura e che pensiamo appartenga solo ai paesi della locride o dell’Aspromonte.

E adesso… Indossate pure la fascia, inauguratevi la bella sala consiliare e continuate a vivere nel vostro mondo virtuale. Dove ogni cosa non risponde a realtà.

Vincenza Lucente

consigliere di opposizione