Arriva “La Cosa” di Citrigno, Madame Fifì, Nicola Adamo e… Guzzanti

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La nostra trilogia sullo stato pietoso dei media calabresi si occupa adesso del nuovo “pacco” che sta per arrivare fresco fresco.

Non prima di aver sottolineato che tra i giornali di carta spicca (si fa per dire) anche “La Provincia di Cosenza”, l’organo ufficiale del gruppo più potente della sanità paramafiosa calabrese ovvero iGreco. Un giornale che serve solo a magnificare i cariatesi e sta sul mercato in attesa che la politica si decida a completare l’opera di arricchimento di questi cialtroni “regalando” loro qualche ospedale.

Ma torniamo alla novità che ci attende nel campo dei media.

Paolo Guzzanti è a Rende. All’Hotel San Francesco riceve i giornalisti. Dal 28 settembre partirà un altro giornale (di carta), targato Citrigno, Madame Fifì e Nicola Adamo.

Armentano
Armentano

Si, perché l’editore di questo nuovo giornale, che in molti chiamano “La Cosa” tanto è simile ad una creatura mostruosa è Francesco Armentano detto Ciccio, uno che farebbe fatica con i suoi soldi a stampare 50 volantini.
Dietro di lui c’è lo strozzino Pierino Citrigno e dietro di loro ci sono Madame Fifi, il marito eunuco e Palla Palla. Del resto, tutti sanno che Citrigno e Nicola ricevono gli ospiti al decimo piano della Cittadella regionale di Palla Palla.
Con tanto di patto di non belligeranza con il Cinghiale, che Citrigno (beninteso), nonostante lo abbia “minacciato” tante volte, non ha mai tradito custodendo per se e per il suo cerchio magico tutto quello che avrebbe dovuto “cantare” ai magistrati.

guzzanti_galleryzoomL’aspetto più esilarante è proprio la presenza di Paolo Guzzanti. Nato come giornalista al Giornale di Calabria di Giacomo Mancini, poi divenuto addirittura deputato di Forza Italia, adesso è un anziano signore che incassa 13 mila euro mensili di doppia pensione e che verrà qui a svernare.

Noi gli promettiamo che, da quando uscirà la sua “Cosa” in edicola, gli dedicheremo ogni giorno un pensiero di suo figlio Corrado, che si è già impegnato a prepararci (gratis, visto quanto gli sta sulle palle il suo vecchio genitore) le sue esilaranti “gag” ai danni del papà mercenario che certo non si è potuto scegliere.

queloChissà se Guzzanti conosce la storia di Alessandro Bozzo, costretto a firmare un contratto capestro, una vera estorsione, e poi morto suicida. Per quella morte, il 16 settembre riprende il processo. Per Citrigno sono stati chiesti 4 anni di carcere mentre tutti sanno che è stato condannato definitivamente per usura ormai da tempo.
Le sa queste cose Guzzanti o viene a prendersi un po’ di soldi facendo finta di niente? Sarà lui la testa di ariete per incassare i soliti contributi del dipartimento dell’ editoria pagando quattro soldi i collaboratori?
Dopo Corsini, Sodano, Sansonetti e Regolo, ecco un altro nome nazionale, tanto caro alla strategia dello strozzino ovvero prendere giornalisti “stranieri” per infinocchiarli ed infinocchiarci. Con la supervisione di Madame Fifì e consorte.

Calabria, terra di conquista e di sfruttamento. Che schifo.

citrigno