Il Cosenza beffato ad Ascoli al 95′ (1-1): non basta il gol di Maniero

Cosenza beffato clamorosamente al suo esordio in Serie B. I Lupi sono stati raggiunti al 95′ dall’Ascoli quando ormai tutto lasciava pensare che avrebbero espugnato per la prima volta nella loro storia ultracentenaria il “Del Duca” di Ascoli. La squadra dr Braglia avrebbe pienamente meritato la vittoria ma una indecisione fatale proprio a un soffio dalla fine ha strozzato in gola l’urlo della vittoria.

La partita è stata sbloccata al 19′ da Riccardo Maniero, che ha concretizzato una micidiale ripartenza sulla destra di Corsi, che ha messo un bel pallone in mezzo, “spizzata” di Tutino e il centravanti con un guizzo da vero bomber davanti al portiere non ha perdonato. Un gol esaltante, che ha ricalcato le prodezze della stagione scorsa e ha dimostrato che con un attaccante “sgamato” questa squadra può davvero sorprendere. Il resto l’ha fatto l’organizzazione di gioco di mister Braglia, che la squadra non solo sta assimilando in fretta ma applica con estrema disinvoltura. Sul gol di Maniero, i Lupi stavano costruendo una vittoria importantissima ma al 95′ il gol di Brosco ha ristabilito la parità.

Il Cosenza archivia comunque la prima di campionato con grande soddisfazione grazie ad un atteggiamento tattico quasi impeccabile e alla giusta dose di cattiveria e furbizia messa in pratica dai ragazzi, ad immagine e somiglianza del loro tecnico.

I meccanismi difensivi hanno funzionato alla grande. Capela, Dermaku e Legittimo sono stati spietati sul temutissimo Ardemagni e su Beretta, ai quali hanno lasciato pochissimi palloni e quando il gol sembrava fatto, al quarto d’ora del primo tempo, Legittimo si è superato salvando sulla linea. I tre centrali sono stati supportati al massimo dal gran lavoro sulle fasce di Corsi e D’Orazio, che non solo hanno annullato i rispettivi avversari ma hanno anche assicurato spinta in avanti, tant’e vero che proprio da un’iniziativa di Corsi è nato il gol di Maniero. Così come sono state incisive le sgroppate dell’esterno sinistro.

In mezzo al campo è toccato a Luca Verna dirigere le operazioni e dettare i tempi con buona proprietà di palleggio; alla corsa ci hanno pensato i brevilinei Mungo e Garritano, che non si sono risparmiati un attimo. Garritano ha lasciato il posto dopo un’ora a Palmiero, che dal canto suo ha dato il solito valido contributo. Quanto agli attaccanti, Maniero ha dimostrato quanto vale la sua esperienza facendo la differenza con un gol pesantissimo. Tutino è stato altrettanto decisivo con la “spizzata” per Maniero ed è stato comunque una costante spina nel fianco della difesa avversaria. Nel finale, al culmine di una nuova bellissima ripartenza, ha avuto la palla del kappaò ma il colpaccio (bellissima la sua conclusione in acrobazia) non gli è riuscito per la grande parata del portiere avversario e quando non chiudi le partite è chiaro che poi devi aspettarti anche il peggio.

L’Ascoli, diciamolo con estrema franchezza, è stato una cocente delusione. La squadra di Vivarini è stata pericolosa soltanto in una circostanza e per il resto non è andata al di là di uno sterile possesso palla e della solita confusione sulle palle inattive. Nessun guizzo di talento in mezzo al campo e sulle fasce, tanta volontà ma il grado di pericolosità è stato molto scarso. Neanche i cambi hanno sortito gli effetti sperati ma una buona dose di fortuna ha consentito ai bianconeri di riacciuffare per i capelli il pareggio.

ASCOLI-COSENZA 1-1ASCOLI (3-5-2): Perucchini; Padella, Quaranta, Brosco; Kupisz (57′ Frattesi), Zebli, Baldini D’Elia (65′ Ninkovic); Beretta (77′ Ganz), Ardemagni. A disp.: Lanni, Scevola, Valentini, De Santis, Addae, Valeau, Casarini, Parlati, Tassi. . All.: Vivarini

COSENZA (3-5-2): Saracco; Capela, Dermaku, Legittimo; Corsi, Verna, Mungo, Garritano (60′ Palmiero), D’Orazio (79′ Idda); Tutino, Maniero (65′ Perez). A disp.: Cerofolini, Tiritiello, Pascali, Anastasio, Bearzotti, Schetino, Varone, Baez, Di Piazza. All.: Braglia

ARBITRO: Volpi di Arezzo

MARCATORI: 19′ Maniero, 95′ Brosco

NOTE: ammoniti Maniero, Dermaku, Tutino, Saracco. Spettatori circa cinquemila