Ascoli-Cosenza e la leggenda di Renato Campanini

Ascoli e Cosenza condividono un mito che appartiene ormai ad altri tempi ma la cui memoria è giusto che continui: Renato Campanini. Il bomber ha costruito la sua carriera proprio tra Cosenza e Ascoli lasciando un ricordo indelebile delle sue imprese. Recentemente il grande Campanini, che oggi ha quasi 80 anni, ha partecipato alle celebrazioni del Centenario del Cosenza Calcio rievocando le sue stagioni rossoblù dal 1963 in Serie B fino al 1968 in Serie C: 5 campionati e 55 gol, che lo piazzano al quarto posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi dopo Marulla, Mosciaro e Lenzi.

I gol di Campanini hanno accompagnato la passione dei tifosi rossoblù negli anni Sessanta e il bomber non ha mai tradito le attese, anche se quella Serie B perduta non era ritornata nonostante l’arrivo di grandi allenatori come Tom Rosati e Oscar Montez, l’allestimento di ottime squadre e quella maledetta dose di sfortuna che non mancava mai. Campanini ha segnato in tutti i modi possibili, dall’alto di un fiuto del gol che l’ha reso tra i più grandi attaccanti italiani, anche se è arrivato in Serie A ormai a fine carriera dopo tanta gavetta. Lasciata Cosenza, Renato Campanini ha fatto grande l’Ascoli dal 1969 al 1975 portandolo dalla Serie C alla Serie A a suon di reti e legando il suo nome a quelli di Costantino Rozzi e Carletto Mazzone. Lo chiamano ancora “faina” e “faccia da gol”, ad Ascoli con 74 gol è il primo marcatore della storia bianconera e per loro è a tutti gli effetti quello che è Gigi Marulla a Cosenza.

Stasera il suo cuore sarà diviso, come sempre accade quando le sue due squadre si affrontano e ormai in campionato non accadeva più da 15 anni.