ASD Villaggio Europa: sport popolare ed inclusione sociale

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di Mirko Di Maria

Fonte: Insieme per Rende

Esistono storie a Rende, anzi vere e proprie favole, che hanno più valore di qualsiasi congettura politica, di qualsiasi inciucio di palazzo, storie fatte di integrazione sociale, di abbattimento delle barriere classiste e di ogni forma di micro-criminalità che attecchisce quotidianamente negli strati più poveri e disagiati della società cittadine, sono queste le storie che vanno raccontate e valorizzate, sono queste le storie che la città ama ascoltare e  ci fanno capire che,seppur morente, Rende e i rendesi, sanno reagire e vogliono a tutti i costi restituire alla propria comunità la dignità che merita.

Storie che hanno come protagonisti altri modelli di eroi, persone reali tangibili, che ogni giorno si battono per colmare quell’enorme distanza che esiste fra classi sociali, perché è inutile nasconderci dietro un benessere collettivo fittizio , fatto solo per pochi, è inutile affermare che le differenze fra chi è troppo ricco e chi è troppo poco sono oramai superate, perché non è cosi e forse non lo sarà mai.

La storia dei quartieri popolari rendesi, in particolar modo la CEP (Villaggio Europa) è la storia di una grande visione politica che consapevolmente ha scelto  di collocare le cosiddette zone popolari al centro del piano di sviluppo urbanistico e sociale del la Città, evitando in questo modo pericolosi fenomeni di ghettizzazione e di emancipazione dei quartieri e dei suoi residenti. Attualmente i quartieri popolari sono lasciati all’abbandono nell’indifferenza più buia della classe politica, ma fortunatamente i giovani del territorio si sono mossi per un neoprocesso di valorizzazione.

E se le risorse economiche sono insufficienti, se le condizioni di vivibilità sono cosi ineguali , quali sono le possibilità concrete per tentare di colmare, almeno da un punto di vista sociale, queste impercorribili distanze??? Lo sport popolare è una di queste.

La strada scelta da questi ragazzi è tra le più nobili che potessero intraprendere, e parte da un progetto sportivo con un passato di notevole rilevanza:

ASD Villaggio Europa.

La Società Calcistica ASD Villaggio Europa in piena continuità con il percorso della SS Europa, ha deciso, nella figura del suo presidente Agostino Marsicano e del suo allenatore Ivan De Rose, di valorizzare il quartiere attraverso una rivitalizzazione di quello storico progetto calcistico che ha visto in passato il pieno coinvolgimento non solo del circoscritto quartiere, ma di tutta la cittadina favorendo cosi diversificati livelli di integrazione sociale.

Dal sostenitore al giocatore diretto, la squadra in sé rappresentava lo strumento di  socializzazione perfetto per integrare ragazzi di diversi ceti sociali, che giocando fra loro infischiandosene delle differenze economiche non badavano minimamente  all’apparire di qualche ingannevole tentazione illecita, ma erano concentrati e volenterosi nel migliorarsi e dare sostanza  a quel  sogno chiamato Villaggio Europa.

Il progetto sportivo di questi ragazzi deve essere  necessariamente sostenuto e seguito con interesse, perché  queste sono le iniziative di cui  la città ha bisogno, e da qui che bisogna ripartire, dai giovani volenterosi di fare del bene per la propria comunità,  di giovani che puntano all’integrazione e alla riqualificazione degli strati della società più disagiati, troppo spesso sono abbandonati e condannati ad una lenta agonia. È  di loro che si dovrebbe parlare ogni giorno sui social, sui giornali e nel dibattito pubblico, del loro costante impegno, della loro instancabile volontà che nonostante le mille difficoltà e le ostruzioni dai paradossi istituzionali(chissà perché per altre cose non esistono ostacoli), non demorde mai e continua imperterrita nel suo percorso.

Iniziamo a parlare di Ivan, Agostino, Danilo (il capitano), Simone, Marco, Francesco,  Manuel, Orlando, Carlo, Manuel, Pasquale, Giampiero, Aldo, Salvatore, Mirko, Mattia, Luca, e scusate se dimentico qualcuno, tutti sono importanti,  iniziamo a parlare di persone vere, di persone che a vostro dire sono semplicemente comuni, ma molto meglio loro, che lo starnazzare insensato e quotidiano di uomini para-istituzionali, di quello siamo in oltre modo stufi.