Asp, anche Muraca vuole fare il direttore sanitario. Garantisce Pacenza

Pacenza e Oliverio
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Diciamocelo francamente: non ci aveva creduto proprio nessuno che la nomina del nuovo direttore generale dell’Asp di Cosenza Raffaele Mauro potesse portare una ventata di aria nuova.

Sia perché la nomina è stata caldeggiata da Madame Fifì, sia perché il nuovo direttore generale non ha neanche pensato di eliminare dai posti di comando gli Intoccabili sotto la “protezione” del Cinghiale.

Diciamo allora che è iniziata una nuova era di clientelismo nella martoriata Asp di Cosenza.

Le logiche sono sempre le stesse: scalata al potere di quelli saliti sul carro del vincitore ed epurazione degli “innocenti”.

Noi non vogliamo scrivere male della Massoneria, perché nelle sue file ci sono anche persone perbene, tuttavia è davvero impossibile non prendere atto delle sue degenerazioni.

Per riempire la casella di direttore sanitario si è scatenata la solita “battaglia” di poteri forti. Madame Fifì, col placet del Cinghiale, sponsorizza Carlo Sapio. Ma ovviamente non è il solo che aspira alla poltrona di yesman.

Luigi Muraca
Luigi Muraca

Alla nomina punta forte anche Luigi Muraca, direttore della Medicina all’ospedale di Corigliano, a quanto pare messo benissimo con le logge che contano.

Tutto ciò non costituirebbe alcun problema se non fosse che il dottor Luigi Muraca di gestione sanitaria ne capisce tanto poco quanto niente e se non fosse che tale nomina sia patrocinata dall’onnipresente ed eterno Franco Pacenza. Che in questi ultimi mesi ha avuto un incarico da Oliverio e sguazza nelle stanze dei bottoni della Regione.

Tra i due (Pacenza e Muraca) ci sarebbe uno stretto patto di potere consistente nel suo sostegno alla candidatura di Pacenza alla carica di sindaco di Corigliano, comprensiva di pacchetto di voti. Pare che questa pratica si chiami “voto di scambio”, dalla quale tutti i politici si dichiarano lontani ma che tutti, invece, praticano con frequenza e costanza.

E, davanti a questi scenari, come si fa a non pensare a Il Gattopardo? Tutto cambia perché nulla cambi…