ASP, la Finanza nel regno del Cinghiale: indaga su appalti dal 2011 al 2015

Advertising

La sanità, com’era fin troppo facile prevedere, è diventata il filone più importante delle inchieste della magistratura sulla politica corrotta.

Del resto, tutto questo agitarsi e tutto questo grande nervosismo che si avverte tra le forze politiche e i loro media di riferimento, con tanto di verbali secretati che escono sui giornali per accusare un parlamentare del PD ed un imprenditore della sanità, sono chiaramente funzionali a regolamenti di conti ormai prossimi all’interno dei Dem, pilotati da personaggi ben noti e che credono di essere al di sopra delle regole.

La notizia che viene pubblicata oggi da un quotidiano vicino al potente gruppo cariatese de iGreco (che possiede tre cliniche, vorrebbe impadronirsi di una RSA e sogna la costruzione degli Ospedali Privati Riuniti a Cosenza) è indicativa (finalmente!!!) della corruzione e del malaffare che dilaga all’ASP. Dove (lo sanno anche i bambini) comanda il celeberrimo Cinghiale insieme ai suoi fidi cinghialotti.

Cosenza-AspSecondo il giornale de iGreco, la Guardia di Finanza, dopo aver “visitato” gli uffici di Catanzaro, ha fatto un “giro” di diverse ore anche in quella di Cosenza, dove ha prelevato delibere e documenti vari. Il giornale riferisce: “… Sembra che si stiano rintracciando contratti di appalti risalenti al periodo che va dal 2011 al 2015…”.

Di conseguenza, gestioni Asp che ricadono direttamente nel cerchio magico del Cinghiale. Che denuncia l’esistenza dei clan mafiosi nella sanità del Tirreno ma dimentica di dire che a Cosenza, evidentemente, domina il suo (clan), per come scriviamo ormai da mesi e mesi.

Appalto per la vigilanza fermo da anni e che vede protagoniste le società della famiglia Basile, legata a doppio filo ad Angelino Alfano.

scopelliti-alfano-gentile-banchi-dasc-bilardiAppalti per le cooperative di servizio che vengono sistematicamente vinti dal braccio destro del Cinghiale, Gianfranco Ponzio.

Appalti per le pulizie e per la manutenzione dei mezzi saldamente nelle mani di altri colonnelli del Cinghiale, Raffaele Filippelli e Michele Marchese.

Gare milionarie controllate dal ras Nicola Buoncristiano. E finanche 32mila euro a testa all’anno per presunti straordinari pilotati sempre al cerchio magico del Cinghiale.

Lo sanno tutti che all’ASP di Cosenza il Cinghiale rastrella milioni e milioni di euro ma alla magistratura sembra che tutto questo non interessi. Speriamo che questa prima acquisizione di documenti sia il segnale di una sveglia.

guardia di finanza controlliIntanto, si è appreso che a Catanzaro sono almeno tre le persone inserite nel registro degli indagati a seguito del blitz delle Fiamme Gialle che lo scorso giovedì ha passato al setaccio gli uffici di via Vinicio Cortese.

La Guardia di Finanza ha portato via, al termine della lunga perquisizione, numerosi documenti utili alle indagini e due computer portatili.

Sembra, infatti, che i fronti su cui verte l’inchiesta nata su impulso della procura della Repubblica di Catanzaro siano almeno tre: la gestione dell’elisoccorso, che l’Asp effettua a livello regionale; una gara d’appalto per il servizio di pulizia e la partecipazione, in qualità di stazione appaltante dell’Asp catanzarese, ad un progetto finanziato dall’Unione Europea, denominato “Stop and go”.

I tre soggetti attualmente sottoposti ad indagine risultano essere dirigente in funzione all’Azienda sanitaria e sono accusati di truffa.