ASP, per il caso Sosto falso e abuso d’ufficio. Il parere dell’ARAN

L'ingegnere Sosto
L’ASP di Cosenza, sempre più alla mercé di Cinghiale e Madame Fifì recentemente ne ha fatto un’altra delle sue riconoscendo l’aspettativa all’ingegnere Gennaro Sosto all’indomani della sua nomina nell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise.
Sosto infatti non ha nessun titolo per essere messo in aspettativa.
Nella delibera n. 616 del 22 aprile 2016, quella “incriminata”, si cita l’art. 3 bis co.11 del dgls 502/90.
L’atto recita “la nomina a dg amministrativo e sanitario determina per il lavoratore “dipendente” il collocamento in aspettativa senza assegni ed il diritto al mantenimento del posto. 
Questo certamente non è il caso di Sosto, che ha un contratto a tempo determinato ai sensi dell’art.15 septies c2 sino al 31.12.2016.
Ammesso (e non concesso) che l’aspettativa si possa dare, sorge spontanea una domanda: fino al 31.12.2016 data di scadenza del contratto?
La dr. ssa Rizzuto ed il direttore del personale, il solito Remigio Magnelli, che hanno predisposto l’atto de quo, hanno mai letto il contratto collettivo nazionale di lavoro a cui fanno riferimento? Ed in modo particolare l’art. 18 co. 6 che citano relativo alle sostituzioni e non all’aspettativa? Gli stessi proponenti l’atto, avrebbero invece dovuto fare riferimento all’art.19 del citato CCNL che recita: Al dirigente con rapporto di lavoro a tempo INDETERMINATO…comma 7.
Entrambi sono da denuncia penale per aver dichiarato il falso e per abuso d’ufficio, dovrebbero essere denunciati alla Corte dei Conti per danno erariale per aver riconosciuto l’aspettativa per la durata dell’incarico di direttore generale e per aver fatto gravare sull’ASP il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali.
Consigliamo al direttore generale di farsi predisporre gli atti da qualche collaboratore che conosce i contratti e che navigando su internet si è scontrato con un parere dell’ARAN che pubblichiamo…
Alla richiesta: il Dirigente assunto a tempo determinato (cioè SOSTO) può fruire dell’aspettativa?
Ecco la risposta: “Dal combinato disposto dell’art.10 dei CCNL 10 febbraio 2004 di entrambe le aree e dell’art.1 dei CCNL 5 agosto 1997 che regolano la disciplina del rapporto di lavoro del dirigente a tempo determinato, emerge che l’aspettativa non è un istituto applicabile a tale tipo di rapporto di lavoro…”.
Sappiamo bene che una procura appena appena decente, da queste notitiae criminis dovrebbe aprire inchieste, ma qui a Cosenza non solo non si aprono fascicoli, ma si prosegue sulla stessa linea anche per coloro che sono stati condannati.
Raffaele Mauro
Raffaele Mauro
Chiediamo al direttore generale Mauro, che dovrebbe esserne a conoscenza: ma la dott.ssa Rizzuto e il Dott. Magnelli ci sono o ci fanno?
Magnelli e Mauro dovrebbero sapere che non possono essere concessi incarichi a dipendenti che hanno riportato condanne penali ma se il direttore del personale è il primo a restare regolarmente al suo posto anche se ha una condanna, quale speranza possiamo avere?
Tanto per rimanere agli ultimi, ricordiamo il Dott. Introini, al quale è stato riconosciuto un art.18 a Ginecologia dell’Ospedale Spoke di Cetraro pur avendo riportato due condanne penali per “imperizia e negligenza” e a un risarcimento pecuniario di 600mila euro.
E ricordiamo Antonello Scalzo, condannato per quanto gli si contestava durante lo svolgimento delle funzioni di direttore sanitario aziendale. 
Invece di essere soggetti a provvedimenti disciplinari, vengono addirittura promossi!
Non pensate anche voi che vengono affidati incarichi e vengono protetti solo quei dipendenti che afferiscono alla stessa loggia a cui appartiene anche Mauro, detto faccia di plastica?
 
E/o i tutelati da Cinghiale, Adamo e Madame Fifì?
Ci chiediamo se l’efficientissima avvocatessa Cumino abbia già provveduto ad inviare tutta la documentazione a Cantone…