Asp: Raffaele Mauro, il direttore che dice sempre sì tra condannati e ladroni

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Il nuovo direttore generale dell’Asp di Cosenza Raffaele Mauro, nominato da Madame Fifì col placet di Tonino il Cinghiale, si sta già adeguando al suo ruolo di yesman.

Franco Petramala
Franco Petramala

A Catanzaro, dove passa molto del suo tempo, insieme al direttore generale Riccardo Fatarella, si porta dietro come referente amministrativo Remigio da Varagine Magnelli, il factotum del Cinghiale, l’uomo al servizio di Petramala, condannato in primo grado a 14 mesi di reclusione per falso per vicende legate alle stabilizzazioni eppure ancora miracolosamente al suo posto. Proveniente dalla Balena bianca e dalla Cisl (si dice che un tempo sia stato addirittura misasiano…), ben presto si è convertito al Cinghialesimo.
Il dottore Mauro, che è uomo di mondo e “fratello” dei fratelli, ha capito l’aria che tira e non vuole rischiare nulla.

Cosenza-Asp
Tuttavia, visto che ancora i suoi padrini politici non gli hanno indicato i nomi dei  due direttori, amministrativo e sanitario, poteva evitare questa figuraccia di portarsi dietro proprio il più impresentabile dei suoi collaboratori.
Magari poteva portarsi quel pezzo d’uomo di un Nicola Buoncristiano, che ha accumulato duemila incarichi e serve mille padroni come il Don Giovanni di Mozart, o il buon avvocato Carlo Baldino che, sia detto senza ironia, non sarà un genio ma almeno è una persona perbene.
Invece si è portato dietro Magnelli, uno che per la legge sulla trasparenza dovrebbe essere stato retrocesso da dirigente di struttura complessa delle risorse umane e che è al suo posto come se nulla fosse accaduto.

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Cosi Mauro non fa fare una bella figura nemmeno a Mario Oliverio, che sarà imbarazzato nel vedere come interlocutore di Fatarella uno che fa intrallazzi per mestiere, insomma un uomo chiacchierato.
Tutti quanti speravano che Mauro facesse fare un giro di penalità a Fra Remigio (perché il primo amore della chiesa non si scorda mai…) e invece niente.
E che dire, poi, di quel buon uomo di Pietro Filippo, ex presidente del consiglio comunale di Cosenza, condannato in primo e secondo grado a 3 anni e mezzo di reclusione, che Mauro, almeno temporaneamente, si è messo dentro nello staff ?
A breve ci sarà la Cassazione e se confermerà i primi due gradi (Filippo è accusato di fatti gravissimi relativamente a patenti concesse a persone che non ne avrebbero avuto titolo) ci troveremmo addirittura davanti a due condannati dentro le strutture che contano dell’Asp.
Uno piu uno fa due e questo è un due in pagella per il dottore Mauro che dice sempre sì.

E ormai non ci facciamo neanche illusioni: Mauro continuerà a fare in modo che la Seatt di Gianfranco Ponzio detto il Cinghialotto guadagni un botto di soldi sfruttando i lavoratori (lo sa che dei 12 euro ad ora pagati da noi per i dipendenti, Ponzio se ne prende otto?) e che quel genio di un Michele Marchese (il re delle manutenzioni) incassi oltre 300 euro a copertone, sempre con i soldi nostri.