Aterp: ci scrive il figlio di Oscar Fuoco, il “dominus” del sistema case popolari

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Nel mese di marzo del 2016, all’indomani del nostro articolo sull’Aterp nel quale si scriveva ironicamente del ritorno al lavoro di Oscar Fuoco, notoriamente sotto processo per corruzione in un procedimento che tra l’altro vede la stessa Aterp costituita parte civile, il figlio del signor Fuoco ci ha mandato una bella letterina, che mai come oggi è il caso di ripubblicare. Com’è noto, per Oscar Fuoco il pm Frascino ha chiesto 4 anni e 2 mesi di carcere. Certo, sappiamo che probabilmente e come al solito il Tribunale di Cosenza si calerà le braghe ma lasciateci passare qualche giorno nel quale ci illudiamo che la Giustizia esiste… 

Buon giorno Dott. Carchidi (non so il suo titolo di studio quindi mi scusi se non è dottore), leggevo il suo articolo riguardante la vicenda ATERP e volevo chiederle delle risposte ai miei dubbi visto che lei scrive sempre in modo chiaro e diretto (http://www.iacchite.com/aterp-nel-regno-dei-cinghiali-succede-di-tutto-la-coppia-di-abusivi-e-il-ritorno-di-oscar-fuoco/).

Oscar Fuoco è rientrato al lavoro, è verissimo, e poi finisce scrivendo … E CONTINUA A DETTARE LEGGE COME PRIMA. Volevo sapere se questo CONTINUA A DETTARE LEGGE COME PRIMA…(scritto cosi è una affermazione) lei l’ha supposto? Da sue personali e fantasiose idee,  l’ha dedotto? Magari aiutato (tra qualche chiacchiera e cantata) dal suo segreto amico del tribunale di Cosenza, oppure visto che ormai a Cosenza, come lei sottolinea sempre, gli incarichi e i titoli li regalano, non vorrei che anche lei sia stato favorito, e da un giorno all’altro sia diventato un Giudice e/o Magistrato da sentenziare senza che nemmeno il processo sia finito !!

Certo di una vostra risposta la ringrazio anticipatamente

Distinti Saluti

Fuoco Oscarmaria (figlio)

Caro Oscarmaria Fuoco, sono qui a rispondere ai suoi dubbi amletici. Vuole sapere cosa significa che suo padre continua a dettare legge come prima? Niente di più di quello che può intuire chiunque abbia letto l’articolo.

Suo padre è un uomo di massima fiducia dei Cinghiali. Non lo dico io ma i magistrati che hanno indagato e indagano ancora sulle loro connivenze.

Se non dovesse ricordarlo, glielo ricordo io. Oscar Fuoco è stato definito “dominus del “sistema” ed è considerato dagli inquirenti “vero e proprio punto di riferimento per i congiunti di noti pregiudicati che a lui si rivolgono per impedire interventi di sgombero da immobili illegittimamente occupati”. 

Pino Gentile non è indagato, ma tra gli atti dell’inchiesta c’è l’intercettazione di una conversazione telefonica che all’altro capo del filo vede proprio suo padre, Oscar Fuoco.

Gentile riferisce a Fuoco che è stata fatta la nomina del nuovo commissario dell’Aterp. “Questo durerà due mesi e mezzo – tre, poi dobbiamo decidere il direttore generale chi deve essere (…) È tutto da verificare… va bene… ma noi… facciamo buon viso con questi, hai capito?», dice Gentile. Poche battute più avanti l’assessore regionale ricorda a Fuoco di fare «quella cosa che ti ho detto». Fuoco assicura di averla già avviata, ma che bisogna fare «la procedura di recupero intanto».

Gentile taglia corto: «Chiamali eh! Che poi aggiustiamo le carte, hai capito?».

Difficile capire come sia stato possibile non andare avanti in questa storia e addirittura non indagare Pino Gentile ma tant’è. 

Oscar Fuoco è stato rinviato a giudizio e il processo si sta celebrando e proprio in questi giorni per lui sono stati chiesti 4 anni di carcere dal pm Frascino. Un processo nel quale l’Aterp si è costituita addirittura parte civile…

Come si spiega, allora, che Oscar Fuoco sia rientrato in pompa magna al suo posto? Me lo sa spiegare? Io non sono un Giudice ma la mia esperienza e soprattutto il mio buonsenso mi fanno dire che se c’è un processo in corso per reati legati alla professione, prima di far rientrare qualcuno nel suo stesso posto di lavoro nel quale si sarebbero consumati i reati, ci si dovrebbe pensare seriamente. O no?

Quanto alla sua richiesta di informazioni sulle mie fonti, le faccio una semplice domanda: al di là delle mie (molto presunte) amicizie con qualche esponente del Tribunale di Cosenza, non ritiene possibile che qualche collega di suo padre si sia rotto le scatole e mi abbia comunicato le notizie che l’hanno fatta sussultare dalla sedia? 

Oppure pensa che all’interno dell’Aterp siano tutti appecoronati al suo illustre genitore?

Cordiali saluti

Gabriele Carchidi