Aterp: se il Tribunale assolve i vertici, l’occupazione delle case è l’unica soluzione

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Se la richiesta della procura è quella di assolvere i vertici dell’Aterp, così come ha chiesto il pm in aula nell’udienza di ieri, voi capite che non c’è nessuna speranza per i cittadini di Cosenza di aspirare ad una Giustizia equa, giusta, e a norma di legge.

E’ stata chiesta l’assoluzione direttamente dal pm per Giuseppe Marchese, ex direttore generale dell`Aterp; Pietro Mari, direttore del settore tecnico dell`Aterp ex assessore provinciale all’Urbanistica; Sabina Barresi, dirigente del settore Pianificazione del territorio del Comune di Cosenza; Giuseppe Porco, Francesco Bruno; Fabrizio Intrieri; Ernesto Filice e Cosmo Baffo.

L’Aterp secondo la procura di Cosenza è una struttura cristallina che gestisce le case popolari in maniera eccellente. Un’inchiesta partita già con il piede sbagliato visto che il sempreverde Pino Gentile non appare nel registro degli indagati, nonostante le sue parole siano finite nei faldoni dell’inchiesta.

Siamo alle solite: una procura connivente con il malaffare che condanna la povera gente e poi, di fronte agli abusi, su un diritto importante come quello della casa chiude gli occhi. A quattro anni dall’apertura di questa inchiesta gli abusi edilizi sul patrimonio Aterp continuano, la compravendita delle case è atto oramai consuetudinario, il turn over e le graduatorie sono cose marginali, e ci sono ancora centinaia di persone che attendono una casa da anni. Se questa è la legalità in questa città, occupare le case vuote diventa sacrosanto.

Nonostante le prove schiaccianti, anche questa volta, il tribunale di Cosenza è riuscito a mettere in scena l’ennesima richiesta di impunità per i colletti bianchi e i compari. Ecco l’intercettazione della vergogna:
Gentile riferisce a Fuoco che è stata fatta la nomina del nuovo commissario dell’Aterp. “Questo durerà due mesi e mezzo – tre, poi dobbiamo decidere il direttore generale chi deve essere (…) È tutto da verificare… va bene… ma noi… facciamo buon viso con questi, hai capito?», dice Gentile. Poche battute più avanti l’assessore regionale ricorda a Fuoco di fare «quella cosa che ti ho detto». Fuoco assicura di averla già avviata, ma che bisogna fare «la procedura di recupero intanto».

Gentile taglia corto: «Chiamali eh! Che poi aggiustiamo le carte, hai capito?»

Ferdinando Gentile