Attentato a Manna: la questura confessa a sua insaputa

Advertising

Un primo aggiornamento sulla grave vicenda dell’attentato al sindaco di Rende Marcello Manna, arriva da una nostra ricerca per capire se oltre al giornale on line che per primo ha dato la notizia, spifferata da una fonte interna alla questura, subito dopo, c’è stato o no un comunicato “ufficiale” della questura sull’episodio.

E scopriamo che intorno alle 16,00 di ieri molti giornali on line riportavano lo stesso testo sull’accaduto.

Il testo: Due bombe carta sono state posizionate e fatte esplodere, a scopo intimidatorio, nella notte, a Rende, sui cofani di due auto, una delle quali di proprietà della moglie del sindaco della città Marcello Manna mentre l’altra è di un imprenditore commerciale. Le vetture, parcheggiate una accanto all’altra, sono state pesantemente danneggiate in più parti dalla deflagrazione dei due ordigni che è stata avvertita distintamente in tutta la zona. Sull’episodio indaga la squadra mobile della Questura di Cosenza.

Segno evidente di un copia e incolla da una agenzia. Una velina che non può che essere stata emanata dalla questura. L’unica autorizzata ad intervenire. Questo testo conferma a pieno la nostra tesi, ed è la prova provata che qualcuno volutamente ha cercato con volontà di spostare il luogo dell’attentato.

Perché come voi stessi potete leggere, la questura in questa scarna velina sottolinea che l’attentato è avvenuto a Rende. Nonostante tutti sappiamo, adesso, che l’attentato, come da testimonianze, è avvenuto sotto casa dell’avvocato Manna, a Cosenza.

Figuriamoci se non lo sanno quelli della questura che sono intervenuti in via Falcone a Cosenza. Ma nonostante questo, si affannano a dire e a far scrivere a tutti che l’attentato è avvenuto a Rende. Dunque non ci sono più dubbi che la questura ha volutamente spostato il luogo dell’attentato.

E con la diffusione di questa velina non ci sono più dubbi. Mentono sapendo di mentire. Resta da capire il perché. Ma restiamo in attesa, prima di dire la nostra, di un comunicato ufficiale della procura di Cosenza (perché qualche magistrato dovrà anche avere la titolarità del relativo fascicolo) sperando che per una volta qualcuno di loro ci dica la verità.

GdD