Autobomba a Limbadi, muore ex candidato comunale. “Denunciò la sorella di un boss”

Gravissimo fatto di sangue in serata a Limbadi, uno dei centri della provincia di Vibo Valentia a più alta densità mafiosa, al centro di numerose inchieste della Procura antimafia di Catanzaro, noto come il centro in cui “governa” il potente clan MancusoMatteo Vinci, un uomo di 42 anni è morto nello scoppio dell’auto che stava guidando. Un boato fortissimo che ha squassato la tranquillità della campagna vibonese. Ferito gravemente anche il padre, Francesco, di 70 anni. Vinci, ex rappresentante di medicinali, era stato candidato sindaco alle ultime elezioni comunali del 2015 nella lista “Limbadi libera e democratica”, ma non era riuscito ad essere eletto
Il padre, ex carrozziere in pensione, è stato portato all’ospedale Jazzolino, dove ora si trova ricoverato con gravissime ustioni sul corpo. L’esplosione dell’auto, una Ford Fiesta a metano, è avvenuta intorno alle 15.30 in una strada di campagna, via delle Fosse Ardeatine. In un primo tempo si era pensato ad un incidente ma poi è emersa la gravità di quanto accaduto. Sul posto i Carabinieri di Tropea, oltre al pm di turno della procura di Vibo e a un magistrato dell’Antimafia di Catanzaro. Nel 2014 Vinci, con il padre e la madre, era stato arrestato per una rissa con i vicini di casa, imparentati con la famiglia ‘ndranghetista dei Mancuso, nata da una lite per motivi legati ai confini di un terreno agricolo. Aveva inoltre denunciato la sorella di un altro boss locale. A Vibo Valentia il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato convocato d’urgenza.