Avvocati, quarto sciopero: niente udienze dal 22 al 25 maggio

Quarto sciopero in vista per gli avvocati penalisti per protesta contro il disegno di legge di riforma del processo recentemente approvato dal Senato e contro il disegno di legge di riforma della legittima difesa.

Con delibera del 9 maggio 2017 l’Unione delle Camere Penali ha infatti proclamato un’ulteriore astensione dalle udienze nei giorni dal 22 al 25 maggio, a pochi giorni di distanza dall’ultimo sciopero, dallo sciopero del 10-14 aprile e da quello del 20-24 marzo scorso.

Nel reiterare le ragioni delle precedenti astensioni la Giunta dell’UCPI denuncia in particolare che:

  • “il contenuto di tali riforme sia contrario, non solo agli interessi e ai diritti dei singoli imputati, ma anche alle legittime aspettative delle persone offese e della intera collettività, che esige, in un Paese civile moderno e democratico che i procedimenti penali abbiano una ragionevole durata e che la fase dell’accertamento dibattimentale venga posta al centro del processo penale, sottraendo la fase delle indagini preliminari all’attuale enfatizzazione e mediatizzazione, attuando e realizzando i principi del giusto processo, nel rispetto pieno delle garanzie dell’imputato e soprattutto di quelle poste a presidio del diritto inviolabile della difesa e della dignità stessa della persona, violate dalla estensione dell’istituto della partecipazione a distanza”;
  • “ancora una volta, con il DDL di riforma della legittima difesa, disattendendo del tutto le indicazione dell’avvocatura e dell’accademia, si è operato un intervento legislativo sulla spinta di evidenti e pericolose pulsioni populistiche che non rispondono ad alcuna reale esigenza di tutela, risultando la legge in vigore, così come riformata con la legge del 2006, già ampiamente rispondente alle finalità di tutela che si intendono perseguire ed introduce, al contrario, all’interno della fattispecie criteri del tutto irrazionali ed ulteriori elementi di incertezza interpretativa ed applicativa”.

L’UCPI invita le Camere Penali territoriali ad organizzare nei giorni indicati manifestazioni ed eventi dedicati ai temi della riforma e del denunciato contrasto con i principi costituzionali e convenzionali della immediatezza, del contraddittorio, della presunzione di innocenza e della ragionevole durata, riservandosi di indire ulteriori manifestazioni nazionali sul tema delle garanzie e dei diritti processuali di tutti i cittadini, mantenendo pertanto lo stato di agitazione dell’avvocatura penale ed attivando ogni strumento comunicativo volto alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle forze politiche sul metodo e sul merito della riforma, ponendo in essere quanto necessario alla instaurazione di una immediata interlocuzione con il Governo.

Fonte: Altalex