Azienda Ospedaliera, continuano gli atti di pirateria per gli OSS. Il caso Coop Service

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All’Azienda Ospedaliera di Cosenza le “prodezze” sono all’ordine del giorno.

Oggi concentriamo la nostra attenzione sulle assunzioni di operatori socio sanitari, avvenute in data 16 luglio scorso.

Tutto organizzato a regola d’arte, un vero e proprio atto di pirateria. I padroni del vapore della sanità cosentina, senza alcun atto amministrativo, hanno tirato fuori dai cassetti una vecchia graduatoria del novembre 2007 e hanno scelto i loro “preferiti”.

Di certo, le convocazioni sono avvenute per telefono, per non destare sospetti, e quindi non coinvolgere in prima persona il solitario responsabile delle risorse umane, il sig. VINCENZO SCOTI, notoriamente asservito mani e piedi al Cinghiale, al secolo Tonino Gentile.

Pare che gli addetti dell’ufficio risorse umane, comandati comunque dai “soliti noti” di appartenenzia cinghialesca, abbiano dichiarato ai candidati della graduatoria di operatore socio sanitario del novembre 2007 che le convocazioni sono partite dal numero 97 e sono state bloccate al numero 114, per cui invece di assumere 21 unità, come da concorso e da graduatoria, ne hanno assunto 17, adducendo, come motivazione, che manca la copertura economica.

A questo punto una serie di domanda sorgono spontanee:

1- Se c’era questa graduatoria, perché l’Azienda Ospedaliera ha proceduto ad indire un recentissimo concorso riservato per 12 posti di operatore socio sanitario ?

2 – se appunto c’era la graduatoria, perché l’Azienda Ospedaliera di Cosenza ha assunto, circa un anno fa, 12 operatori socio sanitari per mobilità interregionale?

3 – se c’era la suddetta graduatoria, per quale motivo, sempre l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, ha proceduto alla chiamata di un operatore socio sanitario dalle categorie protette?

Da circa un mese, i sindacati ed i lavoratori della COOP SERVICE, di Reggio Emilia, società subentrata alla DUSMAN, vincitrice dell’appalto delle pulizie, sono in stato di agitazione.

La COOP SERVICE ha preso posizione, informando i propri dipendenti di Cosenza, che l’appalto in questione sancisce che il contratto attiene a compiti di inservientato e pulizia.

Allora chi è stato a disporre, per il personale ieri della DUSMAN e oggi della COOP SERVICE, di utilizzare i lavoratori per mansioni non previste?

Il fatto è di una gravità inaudita, perché mentre per gli operatori socio sanitari è necessario un concorso pubblico per l’assunzione, invece i dipendenti della ditta esterna, senza qualifica da sempre, vengono utilizzati con turni fissi, come gli ospedalieri, nelle divisioni e servizi, quali le sale operatorie, la farmacia ospedaliera, il Pronto Soccorso, tutti gli ambulatori, la direzione sanitaria, i laboratori di analisi cliniche e virologiche… E ancora: turni di notte al Pronto Soccorso Ginecologico, al Pronto Soccorso Pediatrico, e quant’altro.

Ancora una volta a fruire di questi benefici, sono coloro che hanno santi in paradiso, a differenza di chi è letteralmente schiacciato dalla gestione politico-affaristico-mafiosa delle strutture pubbliche, per cui i figli di nessuno saranno sempre esclusi e tagliati fuori, costretti come i padri ad emigrare.

Allora non ha davvero nessun senso che un “comunista” sia alla guida della Regione Calabria se le cose vanno esattamente come prima.

Non possiamo più mettere la testa sotto la sabbia, come gli struzzi, dobbiamo mettetci la faccia, scendere in campo e sfidare il potere costituito da tutto questo fecciume.

Ormai non serve più rivolgersi ai sindacati di regime CGIL-CISL-UIL, che ormai all’Azienda Ospedaliera e all’Azienda Sanitaria, sono asserviti al potere della clientela e del malaffare.

Ci sarebbe da rivolgersi a magistratura e forze dell’ordine, ma anche in questo campo sono tanti e troppi i collusi di ogni genere.