BCC di Verbicaro, Cirimele-Rossi-Zito: il triangolo degli affari

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Da giorni ormai stiamo cercando di far capire a chi ci legge che l’unico modo per fermare lo strapotere della politica corrotta e dei clan mafiosi ad essa affiliati è quello di mettere il naso nelle cose a loro più care ovvero i soldi.

A Verbicaro c’è una Banca di Credito Cooperativo sulla quale sono aperti i riflettori della DDA di Reggio Calabria da quasi un anno. Perché? Ma perché anche i bambini hanno ormai capito che ci sono le mani del clan Muto dentro. E stiamo raccontando storie di varie umanità legate ai papponi che fanno parte del Consiglio d’Amministrazione di questo carrozzone mafioso.

Carmine Cirimele è uno dei maggiori protagonisti di queste manovre ed ha un amico, il suo mentore Vincenzo Rossi. Sono cresciuti insieme. Hanno frequentato la chiesa, hanno fanno parte del partito popolare (ricordate? Lo chiamavano dispregiativamente pipì…).

Rossi diventa prima amico e poi compare di Franco Laratta, all’epoca consigliere provinciale e poi anche assessore al lavoro della Provincia di Cosenza. Oddio, dev’essere stato anche per questo che il caro Vincenzo (Rossi), sia pure senza aver mai fatto un concorso, si è ritrovato assunto (certamente a sua insaputa) all’ufficio collocamento di Paola per poi essere trasferito a Scalea. E dev’essere stato sempre allo stesso modo che anche la cugina del Rossi, tale Antonella Cosentino, ha ottenuto un posto all’ufficio di collocamento di Cosenza.

Ma stiano divagando, scusateci. Cirimele diviene ben presto candidato sindaco del Comune di Verbicaro e supportato dall’allora consigliere provinciale Laratta batte il sindaco “rosso” storico di Verbicaro.

A questo punto, allo storico sodalizio tra Cirimele e Rossi si aggiunge Giuseppe Zito, già presidente della BCC di Verbicaro, un sodalizio fatto di accordi che si tramutano presto in società che sul Tirreno vengono ad avere un ruolo di una certa rilevanza.

Vincenzo Rossi ha un fratello, Adolfo, che nell’era Scopelliti comincia a fare capolino alla Regione e che oggi grazie al fratello e al compare Laratta, legato com’è noto all’attuale consigliere regionale Mimmo Bevacqua, ha un incarico ufficiale sempre in Regione.

Ma stiamo divagando di nuovo, scusateci ancora.

Come dicevamo, gli affari tra Rossi, Zito e Cirimele negli anni proliferano. Tutti e tre vengono ad avere un ruolo nell’ascesa che li doveva portare all’acquisizione dell’hotel Felix di Scalea di proprietà della famiglia Sollazzo.

Sollazzo, per poter realizzare l’hotel, chiede alla BCC di Verbicaro un prestito che ottiene puntualmente ma (caso strano ma vero) Zito diventa proprietario di un terreno che era della famiglia Sollazzo a Scalea sul quale poi realizza un meraviglioso villone trifamiliare.

Ma non solo. Un’altra impresa con sede a Santa Domenica Talao ottiene un prestito dalla BCC di Verbicaro quando Zito ne era presidente. Si tratta di un’impresa che (guarda caso!) subito dopo fornisce materiale edile allo stesso Zito per realizzare il suo megagalattico villone trifamiliare. Chi gestiva quella impresa edile oggi è rinchiuso nelle patrie galere condannato per 416 bis nel processo Plinius.

Il Rossi è anche socio del consigliere della BCC di Verbicaro Giuseppe Russo, suo cugino acquisito, che ha una parte importante di responsabilità, insieme a Zito ovviamente. nella concessione in favore della Policastrum Viaggi con sede in Praia a Mare di Gioacchino Nappi di un prestito di 170 mila euro pochi giorni prima della dichiarazione di fallimento dell’impresa.

E non finisce qui. I componenti del CDA della banca sono diventati proprietari negli anni nei quali hanno gestito l’istituto di credito di un numero impressionante di aziende, beni mobili e immobili. Sarebbe necessario da parte della magistratura accertare questa consistenza economica. Ma siamo sicuri che la DDA di Reggio stia già provvedendo.

Da non dimenticare che chi ha progettato il fantasmagorico villone di Zito è l’ingegnere Barranchini da Belvedere Marittimo, all’epoca responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Verbicaro dove il Cirimele era sindaco.

Zito, tra l’altro, gestisce decine di condomini tra Santa Maria del Cedro e Scalea.

Per conto degli amici… degli amici.