BCC di Verbicaro, uno dei consiglieri: “Sono stato costretto a dichiarare il falso”

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Al fine di provare le modalità della gestione della BCC di Verbicaro, oggi offriamo ai nostri lettori un documento molto importante. Allegata al verbale del Consiglio d’amministrazione del 09.12.14 c’è la dichiarazione di un consigliere del CDA, il quale ha affermato testualmente.

“Sono stato costretto dal Direttore, dai consiglieri in carica e dai componenti del collegio sindacale, a dichiarare fatti non veritieri in ordine a quanto accaduto nel CDA del 02.06.14. Una sera alle ore 23,00 circa sono entrato dopo aver ricevuto una telefonata dal Direttore in Banca nel corso della quale il De Bonis mi ha chiesto di firmare una dichiarazione con la quale ho attestato che accettavo la decadenza del Riccetti (che era stato nominato presidente, ndr).

Sul punto affermo di non aver detto la verità anche all’autorità giudiziaria così come ha anche fatto il componente del collegio sindacale Pagano. Ed infatti nella seduta del 02.06.14, presso la stanza del Direttore e alla presenza mia (S. G.), del Pagano, del Riccetti e del Pignataro non è mai stata dichiarata la decadenza del Riccetti. Mai sono stati valutati i requisiti di eleggibilità. Allorquando si è chiuso il verbale presso la Banca di Verbicaro, io, il Riccetti, il Pignataro e il Pagano non siamo stati invitati presso lo studio Saporiti per continuare il CDA,

Arturo Riccetti

Ho firmato la dichiarazione per più motivi. In primis in quanto il De Bonis mi prospettava che la mia dichiarazione era necessaria affinchè la Banca D’Italia non adottasse provvedimenti nei confronti dell’istituto di credito e in quanto sia io che membri della mia famiglia e società a noi collegate hanno rapporti con l’istituto di credito”.

Questa è l’ennesima prova, proveniente da un componente del CDA dell’istituto di credito verbicarese, di come viene gestita la banca. Ricatti. Estorsioni. Minacce. Alla faccia della banda degli onesti.

La DDA di Reggio Calabria, che ha acquisito la dichiarazione allegata al verbale del CDA del 09.12.14, sta indagando anche su tale aspetto.

Alla prossima per nuove e rilevanti notizie relative alle innumerevoli società delle quali sono titolari gli amministratori e i loro familiari. Nei prossimi articoli scriveremo della provenienza della “ricchezza” della famiglia Grisia, delle disavventure giudiziarie che hanno colpito tale famiglia, dei legami del consigliere Cristiani (cognato del Grisia e nipote dell’ex parlamentare di Forza Italia Sandro Bergamo) con determinati ambienti.

Scriveremo anche dei locali in fitto sia a Verbicaro che a Scalea della BCC. Evidenziando sin da ora che quelli di Verbicaro sono di proprietà di familiari del consigliere Giuseppe Russo, nonchè soci dello stesso ed affidatari di ingenti somme da parte dell’istituto di credito verbicarese.