BCC Verbicaro, gli affidamenti ai gruppi economici del clan Muto

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Ci giunge notizia che è stato diffuso a Verbicaro un messaggio tramite gruppo nel quale si dice che i componenti del Consiglio d’amministrazione della BCC di Verbicaro ovvero la banca del clan Muto vengono attaccati da un giornale spazzatura, ovvero Iacchite’.

I sindaci e gli amministratori dicono inoltre che nessuno di loro è stato eletto o ha impegni da mantenere con la criminalità e quindi con il loro clan di riferimento.

Ricordiamo a questi signorotti che (a giusta ragione, vista la consistenza della magistratura cosentina) si credono intoccabili due circostanze. La prima: stavolta indaga la DDA di Reggio Calabria, non la procura di Paola, né la procura di Cosenza e neanche la DDA di Catanzaro. E quando c’è di mezzo Cafiero De Raho è tutta un’altra musica.

La seconda: questa non è una testata spazzatura ma offre notizie riportate da atti giudiziari, e nel caso di specie si richiama l’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro, dottoressa Reillo, nell’ambito del procedimento n. 2810/09 R. GIP denominato Plinius 1, dove a pagina 222 si legge una bella storia che dedichiamo interamente ai “picciotti” della BCC di Verbicaro.

” … Si tratta dell’omonimo presidente del Consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Verbicaro, Zito Giuseppe, il cui nome era emerso in altre conversazioni quale finanziatore di Sollazzo Giancarlo insieme a Mario Stummo… l’aggiudicazione del lotto all’Hotel Felix …”.

Visto che questa non è una testata spazzatura rammentiamo anche ai componenti del CDA e del collegio sindacale dell’istituto di credito verbicarese che Mario Stummo è stato condannato dal Tribunale di Paola per associazione a delinquere di stampo mafioso ex art. 416 bis in primo grado.

Sempre perché questa non è una testata spazzatura e perché voi siete quello che siete, ricordiamo ai componenti del CDA e del collegio sindacale che pochi mesi fa hanno deliberato in favore della Logi Com SCRL del Gruppo Mannarino con sede in Scalea un meraviglioso affidato per 753.665,80 euro.

Del gruppo, fanno parte anche le posizioni della SEMA SRL (con affidamento di euro 575.214,56) e Mannarino Massimiliano, il quale ha avuto affidato per euro 121.451,24 un ulteriore cospicuo prestito, sebbene il gruppo risulti essere debitore del fornitore Eurofish di Andrea Orsino, genero di Franco Muto.

La pratica è stata deliberata con l’astensione del consigliere Giuseppe Russo, consulente del Gruppo Mannarino.

E’ proprio vero alla vergogna non c’è mai fine.

Gli amministratori in carica della BCC di Verbicaro con lettere anonime contro il presidente eletto dai soci, Arturo Riccetti, del suo avvocato e del consigliere Pignataro, giornalisti e ultimamente con messaggi telefonici, cercano di screditare chi si è opposto alla gestione della banca, evidenziando di essere dei santi.

Tanto però è sconfessato dagli atti processuali e dalle delibere da loro stesse redatte. Visto che questa non è una testata spazzatura e loro sono i “picciotti” in giacca e cravatta del clan Muto, a giorni pubblicheremo in modo integrale gli affidamenti dati agli amministratori e sindaci in carica, a società loro collegate e ao loro familiari.

Scriveremo degli incarichi legali affidati allo studio del consigliere Saporiti, ovvero a suo cognato l’avvocato Arieta e a quelli affidati al consigliere Cristiani e al cugino Bergamo, nipoti dell’ex onorevole di Forza Italia Sandro Bergamo.

Scriveremo del ruolo del gruppo Grisia con sede in Scalea nella scalata all’istituto di credito di suo cognato l’avvocato Cristiani. Degli investimenti curati dall’avvocato Cristiani stesso nell’interesse del Gruppo Grisia in Roma, con l’avallo dell’istituto di credito e dell’ultimo investimento che il gruppo intende effettuare in Roma e relativo all’acquisto di un campeggio. Ci si chiede con quali e quanti soldi.

Altro che spazzatura!