Belvedere, il rapporto storico tra Caldiero e i fratelli Pasquale e Ciro Tricarico

Torniamo a scrivere delle vicende della clinica Tricarico, per meglio spiegare cosa ha legato la famiglia Tricarico al commercialista Ferdinando Caldiero, la piovra dai mille tentacoli, che acchiappa tutto, a cui vengono affidati i più remunerativi fallimenti da una magistratura poco attenta, nel migliore dei giudizi, dirigente di primo piano del PD cetrarese, vice presidente del Laboratorio Losardo.

Pertanto, non si può prescindere dal rapporto storico che lega il professionista e i due fratelli Pasquale e Ciro Tricarico, una vita impiegata a progettare ed eseguire strategie insieme ed oggi, solo in apparenza, a sembrare come due cose distinte. Delle attività professionali rese dal commercialista Caldiero nell’anno 2009 si è già scritto, soprattutto dopo le finte dimissioni da amministratore della stessa casa di cura. Il riferimento è alla data del 21 dicembre 2009 quando il professionista ha predisposto la richiesta di subentro/voltura alla Regione Calabria della Autorizzazione/Accreditamento a favore della CTR srl da parte dell’Istituto Ninetta Rosano srl, depositando personalmente la consistente documentazione.

Tutto accadeva a circa un mese dalla costituzione della stessa società presso un notaio di Belvedere Marittimo e dopo tre giorni che dallo studio notarile avevano inviato copia dell’atto costitutivo e dello statuto proprio al dott. Fernando Caldiero a mezzo fax
del 18 dicembre 2009.
In data 1 marzo 2011, Caldiero si preoccupava di creare le maggioranze di voto per la ristrutturazione dei debiti che suo cognato avv. Vincenzo Caridi aveva presentato in data 24.12.2010 presso il Tribunale di Paola, e per questo interviene direttamente presso vari creditori. Un esempio è rappresentato dal fax inviato all’Avv. Nicotera in data 1.3.2011
con il quale Caldiero sollecita l’annullamento di due cartelle esattoriali.

Altro esempio del comportamento tenuto da Caldiero è la gestione e la tenuta delle scritture contabili che hanno riguardato la 2T Immobiliare, società che in data 10 febbraio 2017 delibera di rinunciare alla restituzione ai soci (Tricarico Rosano Giovanni e Tricarico Rosano Mario rispettivamente figli di Pasqualino e di Ciro) dell’importo versato a titolo
di finanziamento infruttifero negli anni precedenti per € 800.000,00.

Peccato però che il verbale del 10 febbraio 2017 risulta trascritto sul libro vidimato in data 7 febbraio 2017 e cioè appena tre giorni prima. Tutto ciò significa che nessun finanziamento infruttifero ci può essere stato negli anni precedenti perché addirittura mancava il prescritto registro dei verbali di assemblee su cui avrebbero dovuto
risultare i vari finanziamenti dei soci.

Ma chi era il commercialista della 2T Immobiliare? Naturalmente il solito Caldiero. Ma Caldiero è sempre stato lo storico commercialista di tutte le società della famiglia
Tricarico. A tale proposito il richiamo va anche alla Cibrima srl ed alla Gest Sanitas srl, altre due società servite per la solita operazione finanziaria intesa a reperire fondi e che Caldiero realizza tramite Commercio e Finanza SpA con sede in Napoli. Chi paga le rate di rientro della Cibrima e della Gest Sanitas? Naturalmente la Casa di Cura Tricarico srl.

Che le dimissioni del cognato di Caldiero fossero state solo apparenza e non sostanza, lo si può dedurre dalla nota che l’avvocato Caridi invia all’avvocato Saverio Rocco Cetraro con studio in Diamante che, da Maggio 2011 fa il suo ingresso come nuovo personaggio a disposizione della proprietà Tricarico, personaggio, l’avv. Cetraro, di cui ci occuperemo in seguito anche per i suoi legami con i fratelli Rotondaro di Scalea, già proprietari della Casa di Cura Spinelli di Belvedere Marittimo, della quale il Cetraro è stato traghettatore del fallimento. In data 7 giugno 2012, presso il Tribunale di Bologna, compare infatti l’avv. Saverio Cetraro per difendere l’Istituto Ninetta Rosano srl dalla richiesta di restituzione somme indebitamente incassate dall’ASP di Cosenza, poiché oggetto di cessione pro-soluto a favore della società Detto Factor SpA che li aveva poi ceduti alla Beta Skye SpA. L’attività determinante dell’Avv. Saverio Rocco Cetraro, si rileva dalla varia documentazione che parte da Maggio 2011 e che dimostrano senza alcun dubbio che talune scelte a partire da questa data sono state adottate dall’Avv. Saverio Rocco Cetraro.

Sarà per queste attività che appare tra i creditori ammessi nel concordato in corso presso il Tribunale di Paola per l’importo superiore a 700 mila euro? Che la proprietà Tricarico abbia sempre avuto l’abitudine di circondarsi di un certo numero di professionisti, in particolar modo di avvocati, lo dimostrano i numerosi incarichi legali e gli esposti querele di falso. Emblematica e significativa quella adottata nei confronti dei propri dipendenti rei di aver richiesto le proprie spettanze.

Un capitolo a parte meritano i registri di prima nota cassa che, caso strano, in occasione dei vari accessi eseguiti da funzionari dell’Agenzia delle Entrate, da Finanzieri e da Ispettori dell’Inps, non sono stati mai trovati e che, anzi, come ha scritto Caldiero Fernando nella sua Relazione ex art. 172 legge fallimentare, sembra che fossero andati smarriti (dimentica che Pasquale Tricarico, nell’anno 2012, ha riferito alla Guardia di Finanza che i documenti sono stati consegnati proprio a suo cognato Avv. Caridi).

Dalle prime note invece che si è riusciti a recuperare, esaminando a campione i mesi di Agosto 2013 e 2014, si capisce ampiamente perché la Casa di Cura era un pozzo di soldi solo per la famiglia Tricarico e mentre i poveri dipendenti, i fornitori, taluni professionisti, l’Erario, il Comune di Belvedere, ecc., non venivano pagati. Dalla cassa si rilevano pagamenti per la casa di Roma ove abitava Giovanni Tricarico (figlio di Pasqualino), l’Enel
consumata da Ciro Tricarico alla propria abitazione privata, le spese legali pagate in nero ad avvocati, addirittura le multe stradali elevate a carico di Giovanni Tricarico a bordo della sua potente auto, le multe elevate a carico di Fabrizio Tricarico, i numerosi e ripetuti prelievi di Rosano Carmen, di Ciro Tricarico, di Pasquale Tricarico. Il totale delle somme prelevate per i tichets sono a dir poco scandalose se solo si pensa alle altre somme che la società ha pagato, al direttore sanitario Pasqualino Tricarico, a Ciro Tricarico, al giovanissimo amministratore Fabrizio Tricarico, figlio di Ciro.

La distrazione di somme è così evidente che ci si chiede come mai nessuno si sia accorto dell’omessa annotazione degli incassi contanti che invece, sono serviti alla proprietà a spendere in lungo ed in largo. Giusta osservazione l’ha fatta un nostro lettore commentando un articolo: ma la magistratura possibile non sappia a chi affida incarichi
così delicati? E gli ordini professionali fanno le tre scimmiette? La procura della Repubblica ha intenzione di attivarsi? Lo vedremo nel prosieguo, visto che i documenti continuano a moltiplicarsi e l’ingresso di nuovi attori invaderà la scena.