Benvenuti all’ASP, terreno di conquista per (grandi) intrallazzini

Raffaele Mauro, direttore generale dell'ASP di Cosenza
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Alla fine Ferdinando Francesco Genise ha fatto ricorso. Sarà il giudice civile ad occuparsi del ricorso contro l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, rea di avere cacciato il medico cosentino dalla selezione per la borsa di studio in medicina legale, poiché invalido.
Suvvia, perché il dottore Genise è invalido. Ha una pensione privilegiata per i postumi di un incidente ma lavora all’ASP. È inidoneo per alcuni servizi ma ha un sacco di incarichi, tra i quali quello di essere un implacabile giudice della commissione centrale di secondo grado del ministero del Tesoro che deve valutare quanti abbiano diritto ad accompagnamento e assegno civile.
È vero, molte persone in Calabria barano pur di avere una pensione ma spesso si tratta di gente che non ha da vivere, per cui il dottore Genise, che accumula pensioni e stipendi, tante volte dice di no. Come chi dà buoni consigli perché non può più dare il cattivo esempio.

Ma Genise è solo uno dei tanti dirigenti Asp che il dg Mauro, detto giustamente “faccia i plastica” tiene ancora a bagnomaria. Nessuno, per esempio, tocca il duo Magnelli-Lauricella.

Entro fine anno ci sarà l’appello per Fra’ Remigio da Varagine, condannato in primo grado a 12 mesi di reclusione per false stabilizzazioni. È ancora al suo posto, saldo. Non gli hanno fatto fare nemmeno un giro di valzer, cambiandogli destinazione. È sempre lì, alle risorse umane, dove peraltro tutela e difende proprio dirigenti come Genise.

Giovanni Lauricella, capo dell’ufficio legale, di guai ne ha combinati a iosa.
Prima gli incarichi dati a Nicola Gaetano, il gran visir paolano del Cinghiale.
Poi, errori su errori fino alla vergogna della mancata opposizione al decreto ingiuntivo di Flavio Cedolia, il manager con la laurea triennale. Anche le pietre sanno che quella laurea non valeva a niente. Tutta la legislazione sanitaria parla di laurea vera. Eppure Lauricella ha trovato il modo  di fare diventare esecutivo il decreto. Un genio.

230 mila euro dei nostri soldi persi, anzi dati ad uno che definire intrallazzino è persino un eufemismo. Benvenuti all’ASP di Cosenza, dove tutto fa… spettacolo!