Bergamini, 20 anni di omertà: i cugini di Isabella Internò

Isabella Internò con il cugino Pippo Dino Internò
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IL CAMPIONATO 1989-90

Denis Bergamini parte per il ritiro deciso a dimenticare in fretta l’infortunio della stagione precedente. E’ particolarmente riconoscente alla società rossoblu perchè ha resistito alle offerte di club di Serie A e ha deciso di aumentargli sensibilmente l’ingaggio. Ma anche perchè, per consentirgli di recuperare più in fretta, non ha badato a spese per macchinari e fisiatri.

Il presidente Serra ha ceduto qualche pezzo pregiato: Simoni è passato al Pisa, Urban se n’è andato al Genoa, Poggi e Venturin sono tornati al Torino e hanno fatto le valigie anche Schio e Giovanelli. In compenso però la squadra è stata rafforzata con gli arrivi del portiere Di Leo, del fantasista Muro e del Bomber Gigi Marulla, che torna a Cosenza dopo quattro anni di Serie B tra Genova e Avellino.

E al timone c’è un allenatore di sicuro affidamento come Gigi Simoni, protagonista di splendide imprese nel campionato cadetto.

La squadra però non rende come dovrebbe e incappa in una serie di risultati negativi. Perde a Padova, all’esordio, e anche in casa, sette giorni dopo, contro la Reggiana. I primi punti arrivano dalla doppia trasferta di Barletta e Cagliari (due pareggi), la prima vittoria al San Vito contro il Pescara. Ma è solo un fuoco di paglia. Il Cosenza esce sconfitto rovinosamente a Parma e lascia punti quasi a tutti al San Vito. Urge un cambio di rotta per non sprofondare in Serie C.

Bergamini comunque torna ad essere titolare ed è uno dei calciatori più positivi e continui in quel difficile inizio di campionato. Gioca tutte le partite da titolare e il suo rendimento è molto alto nonostante la squadra non decolli.

L’INCONTRO TRA ISABELLA E TIZIANA ROTA

Tiziana Rota, la moglie di Maurizio Lucchetti, è rimasta molto amica di Isabella Internò. A maggio del 1989 partorisce la sua prima bambina e a novembre torna a Cosenza per trovare alcuni amici e ritirare un’auto e in quell’occasione si accorda per incontrare anche Isabella.

E’ il 6 novembre 1989.

“… Le feci vedere la bambina e bevemmo qualcosa in una pasticceria di Commenda di Rende – dichiara Tiziana Rota all’avvocato Eugenio Gallerani –. Lei mi disse che con Denis era finita e che non riusciva ad accettare la cosa, ma lui non ne voleva più sapere di lei. Isa mi disse che questa non era come le altre volte (che poi tornavano assieme), anche perché era passato troppo tempo. In più mi disse che Denis non la voleva più: non la voleva più vedere e non voleva più sentirla.

Isa mi disse: “Stavolta questo non torna, non torna”; “Stavolta l’ho perso”. Io le dissi: “Passano tanti treni, ne hai perso uno, prenderai il prossimo”. Isa rispose: “No, Tiziana, io lo voglio mio; deve essere mio. Piuttosto che sia di un’altra preferisco che muoia”. Ovviamente questa frase mi lasciò scossa ed è rimasta scolpita nella mia mente. Preciso che il discorso su Denis iniziò all’interno della pasticceria, ma per la gran parte proseguì al di fuori.

Mi disse anche che i suoi non sapevano che lui l’aveva lasciata, che non poteva dirlo a suo padre per la questione dell’onore. Isa era molto agitata. A un certo punto, dalla nostra sinistra si avvicinarono due ragazzi, mi avvisò che erano i suoi cugini e mi intimò di cambiare subito discorso perché se avessero saputo che Denis l’aveva lasciata lo avrebbero potuto ammazzare. In particolare, disse: “Tizia’, se sanno lo ammazzano”.

Si fermarono un attimo, salutarono Isa, che me li presentò, le chiesero se andava tutto bene e se ne andarono. Non ricordo esattamente il loro aspetto, comunque erano due ragazzotti ben robusti e dai tratti mediterranei. Io ero esterrefatta, anche perché non capivo cosa c’entrassero i cugini. Isabella mi rispose: “Tizia’, tu non capisci, qui c’è l’onore, la famiglia. E’ diverso che al Nord”.

Parlammo ancora di Denis, le dissi che doveva calmarsi e di lasciarlo andare, di dimenticarlo, poi ci salutammo sempre con l’idea di risentirci. Posso dire che quell’incontro mi è rimasto particolarmente impresso. Ciò non solo per le frasi pronunciate, per l’arrivo dei cugini con la conseguente frase di Isa (“Zitta, se lo vengono a sapere, sono capaci di ammazzarlo”), ma anche perché Isa era molto nervosa e agitata, come non l’avevo mai vista. Mi colpì anche il fatto che Isa, quando vide arrivare i cugini, si spaventò e agitò ancora di più e mi intimò di cambiare discorso”.