Bisignano, il sindaco sospeso per 4 mesi dopo la condanna. Ma non doveva decadere?

Umile Bisignano
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Il sindaco di Bisignano, Umile Bisignano, è stato sospeso dalla carica per 4 mesi per effetto della Legge Severino, dunque sino ai primi di marzo 2017, con decisione della Prefettura di Cosenza.

Il 5 ottobre scorso il sindaco è stato condannato in maniera definitiva dalla Corte d’Appello di Catanzaro (dopo che la Cassazione aveva rinviato a nuovo processo) a 2 anni e 8 mesi di reclusione con le pesanti accuse di concussione e violenza privata,

La sentenza fa riferimento alla vicenda che ruota attorno alla casa di cura “Vincenzo Giglio” di Bisignano.

Secondo l’accusa, confermata dai giudici, il sindaco Umile Bisignano approfittando del suo ruolo, avrebbe condizionato la gestione della casa di riposo “Vincenzo Giglio”. In particolare, avrebbe minacciato Ivan De Bonis – all’epoca dei fatti amministratore delegato della struttura –, intimandogli che se non avesse assunto o licenziato le persone da lui indicate, il Comune non avrebbe pagato i debiti che aveva nei confronti della casa di riposo.

Ora, consentiteci qualche riflessione. Nel lasso di tempo intercorso dal 5 ottobre a ieri, il sindaco Bisignano ha prodotto delibere di Giunta e determine a raffica.

Ora, il fatto che sia stato sospeso per 4 mesi, significa che a marzo potrà rientrare per organizzare la prossima campagna elettorale.

Domanda che ci sorge spontanea: ma per gli effetti della Legge Severino, Bisignano non doveva decadere definitivamente ed il Comune doveva essere commissariato?

In molti non sanno spiegarsi questa procedura o magari se la spiegano bene, visto che alla Prefettura di Cosenza spesso sono “distratti”, mentre lui, Umile Laqualunque, come lo chiamano tutti a Bisignano, fa dire ai suoi media di riferimento che non ha addirittura escluso la possibilità di ricorrere al Tar.

Così vanno le cose nella Calabria Saudita.