Blitz a Reggio, “Il Garantista” di Sansonetti al soldo di Romeo. Il ruolo della Napoli e di Rosy Bindi

Piero Sansonetti
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C’è anche una giornalista nelle intercettazioni dell’inchiesta “Reghion”.

Si tratta di Teresa Munari, che aveva uno stretto legame con l’avvocato Paolo Romeo.

E’ lui che fa da tramite per la sua assunzione a “Il Garantista” con l’editore Andrea Cuzzocrea.

Romeo rappresenta un punto di riferimento per la donna che, prima di incontrare il presidente della cooperativa (di fatto editore) cerca ulteriore conforto chiedendogli consigli sul comportamento da tenere. Così come lo richiama ad incontro avvenuto e gli racconta di aver sostanzialmente trovato l’accordo dicendo “poi abbiamo chiamato Sansonetti”.

“Mi ha fatto un sacco di feste, è felicissimo che facciamo questa cosa insieme e domani mattina mi vedo con lui e con VARI’ (il braccio destro di Sansonetti, ndr) là sopra…”. 

Marcello Cammera
Marcello Cammera

In quei mesi, l’obiettivo è uno: riabilitare l’immagine di Marcello Cammera. La Munari lo avrebbe fatto personalmente, attraverso una serie di pezzi, ma anche indirettamente, soffiando informazioni pilotate a penne di altre testate. Ma c’è di più. Perché la giornalista sarebbe anche la protagonista del lavoro dietro le quinte per salvare il dirigente.

Al sistema, serve sapere cosa la commissione parlamentare Antimafia sappia sulla dirigenza, ma soprattutto cosa abbia intenzione di chiedere alla triade di prefetti che governa Reggio.

Angela Napoli
Angela Napoli

Per questo la Munari contatta Angela Napoli, cui chiede un incontro riservato. Non le spiega il motivo e le anticipa che non sarà da sola, ma l’ex parlamentare non si scompone, né si tira indietro, si limita a darle appuntamento a Taurianova, dove abitualmente risiede. 

INFORMAZIONI RISERVATE

Ad Angela Napoli – svelano le conversazioni intercettate – Munari aveva chiesto di raccogliere informazioni, ma anche di intercedere in favore di Cammera presso la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi.

Rosy Bindi
Rosy Bindi

A distanza di qualche giorno dall’incontro, Napoli fa sapere alla Munari che non c’è nulla di cui preoccuparsi, Cammera rimarrà al suo posto.

La commissione parlamentare Antimafia – anticipa alla giornalista – si sarebbe accontentata di una sola testa – quella dell’allora segretario comunale Pietro Emilio – e avrebbe deciso di non procedere oltre.

Tutte informazioni che si riveleranno fondate. In effetti, dopo la defenestrazione di Emilio, nessun dirigente perderà il suo posto.