Blitz a Reggio, tra i fermati c’è l’architetto Marcello Cammera, uomo di Paolo Romeo

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Ancora un terremoto giudiziario a Reggio Calabria con l’operazione “Rhegion”, che è a tutti gli effetti la prosecuzione dell’operazione “Fata Morgana” di un paio di mesi fa.

Tra i dirigenti del Comune di Reggio Calabria colpiti dal provvedimento di fermo c’è anche l’architetto Marcello Cammera, a lungo dirigente dei Settori “Programmazione” e “Progettazione ed Esecuzione Lavori Pubblici” del Comune di Reggio Calabria e uomo di fiducia di Peppe Scopelliti e dell’avvocato Paolo Romeo.

Cammera compare abbondantemente anche nelle carte di “Fata Morgana”.

Per la precisione, secondo l’accusa, è intervenuto su sollecitazione del Romeo in merito: alla concessione di aree demaniali presso il lungomare di Gallico; alla concessione dei pontili insistenti presso l’area portuale del Comune di Reggio Calabria; ai lavori ristrutturazione del lungomare di Gallico; ad una variante stradale in Gallico; ad un sollecito in merito all’agibilità della palestra presso la Scuola Ibico; a problematiche connesse all’utilizzo del nuovo mercato agro-alimentare di Mortara; a contattare vari dirigenti e funzionari comunali con cui il Romeo intendeva interloquire. 

Ma non solo: Cammera è stato indagato anche per la cosiddetta operazione “Fallara bis”, quella che è costata la presidenza della Regione a Scopelliti. In quell’inchiesta i magistrati hanno scoperto come facevano i dirigenti del Comune di Reggio a incassare per anni compensi né previsti né dovuti, facendosi liquidare indebitamente quasi un milione e mezzo di euro.

Il trucchetto – hanno scoperto inquirenti e investigatori – era semplice. I Rup, responsabili unici del procedimento, nominavano uno staff di supporto per la realizzazione di un’opera o l’affidamento di un servizio, facendosi erogare mandati di pagamento di cui beneficiavano gli stessi dirigenti che avevano predisposto i provvedimenti di liquidazione o i Rup stessi. E le cifre di cui si sono indebitamente appropriati non sono di poco conto.

In testa alla classifica c’è l’ingegnere Bruno Fortugno, per anni “signore” del Servizio Idrico integrato, cui i pm contestano un indebito arricchimento di 356.642,34 euro.

A seguirlo a ruota c’è proprio Marcello Cammera, per lungo tempo a capo di settori strategici – e stando a quanto emerso, remunerativi – come Decreto Reggio, Urbanistica, Lavori Pubblici, oggi spedito – non senza polemiche – alla Cultura. Per la procura, tra il 2008 e il 2010, Cammera si è indebitamente appropriato di 347.543,41 euro.