Bombardieri e Luberto (DDA): presto il blitz (solo malandrini) a Cosenza

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Settembre è arrivato, e con esso è giunto il tempo per la DDA di Catanzaro di muoversi. Nella lista dei blitz da effettuare manca all’appello  solo Cosenza. Che come si sa presenta delle specificità.

Oltre alla solita malandrineria, risultano invischiati mani e piedi, in loschi affari, diversi politici tra cui Occhiuto, Manna e Paolini. Politici chiamati in causa direttamente da almeno 4 pentiti. Le cui dichiarazioni hanno già portato all’emissione di due misure cautelari: Sandro Principe e l’ispettore Ciciarello, nonché ad un avviso di garanzia al consigliere regionale Orlandino Greco.

Per la DDA è arrivato il tempo di agire anche su Cosenza, non si può più tergiversare rispetto alle dichiarazioni dei pentiti, ma bisogna farlo senza coinvolgere i politici, così come abbiamo scritto altre volte.

Quello che si paventa su Cosenza è simile a quello che è già successo a Cetraro con l’operazione Frontiera: saranno arrestati solo malavitosi. I politici non saranno toccati, nonostante le prove della loro colpevolezza, a seguito di un patto tra esponenti di spicco del PD e il procuratore capo della DDA dottor Gratteri.

Un accordo  fatto all’indomani della clamorosa fuga di notizie avvenuta proprio nell’ufficio della DDA, dove è spuntata fuori una intercettazione di un deputato del PD, Magorno, che si autoaccusa, a sua insaputa, di essere organico alla cosca Muto.

Una intercettazione tirata fuori ad arte per “bilanciare” le responsabilità politiche di tutti gli schieramenti, come a dire: tutti colpevoli nessun colpevole. Un’occasione d’oro che vecchi marpioni del PD legati ai servizi segreti hanno sfruttato per assecondare le velleità politiche del dottor Gratteri, chiedendogli di azzerare tutto rispetto al coinvolgimento dei politici, con la promessa di una poltrona futura.

A conferma di ciò esiste il fatto che il dottor Gratteri  ha chiesto al PM Bruni, titolare dell’inchiesta su Cosenza, di “rivedere” tutto il materiale sui politici cosentini chiamati in causa dai pentiti, stralciando la loro posizione dall’inchiesta.

Come a dire: campa cavallo che l’erba cresce (sperando che il dottor Gratteri non vieti anche questa di erba). Una scusa bella e buona ammantata dal finto garantismo che vale solo per i politici amici di Gratteri.

Fatto questo, cioè tutelati gli amici degli amici, non resta altro da fare che agire contro criminali e malavitosi, gli unici che pagheranno per le proprie colpe.

Infatti ad annunciare l’imminente blitz su Cosenza sono gli stessi magistrati della DDA: Bombardieri e Luberto. Lo rivelano tra le righe di una intervista rilasciata ad un organo di stampa.

Bombardieri parla chiaro e dice: “…A Cosenza il clan degli zingari, a differenza di Catanzaro e Lamezia, si è trasformato da tempo in un  vero e proprio locale di ‘ndrangheta. Che ha “conquistato” l’egemonia criminale in tutta la provincia cosentina a colpi di pistola e fucilate, diventando del tutto “indipendente” rispetto agli storici locali di ‘ndrangheta. Al punto che, oggi, trattano personalmente e direttamente con i narcos colombiani…”.

Bombardieri, nell’intervista, descrive la pericolosità e l’allarmante crescita del clan degli zingari e lascia intendere che presto bisognerà “intervenire” proprio per fermare questa preoccupante escalation.

A fargli eco il dottor Luberto, che nel ripercorrere le tappe principali dell’ascesa delinquenziale del clan degli zingari, sottolinea anche la loro ferocia criminale. Aggiunge Luberto che oramai su Cosenza gli zingari controllano quasi tutto. E nessuna cosca, o meglio quello che rimane delle storiche cosche cosentine, è in grado di contrapporsi al loro dominio.

Continua Luberto, nell’intervista, parlando della “novità” della collaborazione di Franco Bruzzese, che rompe gli argini del sodalizio criminale che fino al suo pentimento avevano sostanzialmente retto.

Una collaborazione importante, per la DDA di Catanzaro. Le cui dichiarazioni presto, dice Luberto, si trasformeranno in risultati. Insomma, il duo Bombardieri/Luberto annuncia chiaramente, per chi vuole capire, che i prossimi a finire in galera saranno proprio gli zingari e gli ultimi “residui” della criminalità cosentina.

Con questa operazione di facciata, la procura di Catanzaro si metterà l’anima in pace, giustificando anche l’acquisizione di tutti i pentiti al Servizio centrale che da tempo chiede conto sull’enorme spesa che gli stessi  comportano.

Dunque, cari malandrini di Cosenza, mettetevi l’anima in pace, perché dopo questa intervista dei due magistrati, ogni giorno può essere quello buono. Mentre i politici corrotti, quelli che Gratteri dice di voler combattere, potranno tranquillamente dormire su sette cuscini.

GdD