Box art, passione per l’arte contemporanea a costo zero

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Una riproposizione in chiave moderna della cultura del lavoro presente nel ‘900 nella città di Cosenza: 27 “scatole” che contengono l’arte in tutte le sue forme. Con questa idea è nato il famoso progetto “box art”, finalmente portato a termine dopo lunghi anni e che oggi mostra i suoi frutti.

Cinque chilometri di strada in cui sono dislocati 27 box art situati su una passerella in legno; una struttura polifunzionale di 150 metri quadrati, pannelli fotovoltaici e sistema di sorveglianza; laboratori suddivisi per lotti e sviluppati su due livelli: al piano terra atelier ed esposizione, al primo piano laboratorio e servizi; per un importo complessivo di 2.450.000,00 € (finanziati dai Por Calabria FESR 2007/2013). Con questi numeri, nel dicembre 2012 venne aggiudicata la gara d’appalto per la riqualificazione nonché rifunzionalizzazione ricreativo-culturale del Parco fluviale, attraverso la realizzazione e la messa in opera delle Botteghe degli artisti. Ovvero un itinerario artistico che, partendo da piazza Bilotti e proseguendo lungo corso Mazzini, si delinea verso il ponte Mario Martire, per poi giungere come tappa finale al Parco fluviale, il viale degli Artisti, dove sono nate nel 2015 le famose 27 “scatole d’arte”.

Nonostante i lunghi tempi, alla fine l’opera nel 2015 è nata davvero e l’arte contemporanea, grazie ad essa, sta diventando protagonista assoluta nel territorio cosentino.

I box art sono stati presentati a giugno e hanno ospitato i primi artisti di grande spessore nazionale e internazionale a luglio, durante la prima “Residenza artistica”. Il progetto, promosso dall’associazione culturale “I Martedì Critici” in collaborazione con il Comune e la Provincia di Cosenza, vede la realizzazione dal vivo delle opere d’arte, sia attraverso workshop organizzati dagli artisti stessi, sia assistendo a performance, sia infine attraverso una serie di dibattiti organizzati dal curatore Alberto Dambruoso (nonché storico dell’arte, professore di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, critico e curatore indipendente d’arte contemporanea a livello nazionale).

A luglio, dunque, si è avviato il progetto fino ad agosto, seconda residenza settembre ed ottobre, oggi parte la terza residenza; per proseguire nelle feste natalizie fino al 7 gennaio. Grande attesa per le opere e gli incontri che si susseguiranno.

Oggi – ha dichiarato il curatore Dambruoso – gli artisti hanno arricchito il patrimonio artistico della nostra città, lasciando chi un’opera, chi due… Attualmente queste sono sparse in vari punti di Cosenza: S.Domenico, Mam, uffici del Comune, ecc. Siamo anche in attesa di un’intesa siglata con la Galleria Nazionale nel Palazzo Arnone, che verrà utilizzata temporaneamente per l’esposizione. Poi l’esposizione completa verrà allestita presso un futuro Museo d’arte Contemporanea, che dovrebbe nascere tra un anno.

Cosenza ha ospitato e ospiterà ancora tanti altri artisti italiani e stranieri, (più o meno 160 in sei anni) appartenenti a diverse generazioni e con molteplici ricerche artistiche che vanno della pittura alla scultura, dalla fotografia all’installazione, dalla performance alla video-installazione: artisti di chiara fama, al fianco di alcuni giovani emergenti, per “riflettere – ha continuato il curatore – maggiormente lo spaccato del mondo dell’arte contemporanea favorendo al contempo lo scambio tra maestri e giovani artisti.”

Ma come vengono selezionati?

Non c’è un bando – ha risposto Dambruoso – riceviamo le candidature e valutiamo in base alla qualità formale delle opere, i CV, il portfolio e le mie conoscenze di artisti anche internazionali che non hanno bisogno di presentazione.

Il progetto è costato 131mila euro, riconosciamo un grande merito al curatore che riesce ad utilizzare e rientrare in tale cifra, portando grandi nomi qui a Cosenza e offrendoci opere di alto valore (alcune valutate anche 8/10mila euro); suddividendo il fondo solo per il cachet degli artisti e le loro spese viaggio e residenza. La sua opera sembra essere a costo 0.

Gli riconosciamo, inoltre, merito per aver difeso i sostenitori del murales di Marulla (che ha suscitato un po’ di critiche) nell’ambito dei “I Martedì critici”, dello scorso 3 novembre tenutosi a Roma.

L’artista Favelli – ha concluso Dambruoso – ha voluto attirare un po’ l’attenzione su di sé, fregandosene del curatore, degli artisti e della cittadinanza. Il tutto è stato chiarito attraverso questo incontro. Il murales dà merito alla città, non è stato né vandalizzato né trascurato o altro come volevano farci credere. A difesa degli abitanti che il tutto va al di là dell’aspetto realistico dell’opera di Favelli”.

Per comprendere bene v’invitiamo a guardare il video (http://imartedicritici.com/), in cui Favelli al minuto 20, racconta un curioso aneddoto, (passato inosservato dalla cronaca, in merito alla famosa vicenda “Murales Marulla”): un abbraccio tra il carismatico “capo ultras col Che Guevara stampato sulla maglietta” e il sindaco Mario Occhiuto “con la camicia nera”. 

Valentina Mollica