“Brava Giulia, scrivilo sui muri (cit. Vasco Rossi)”

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Giulia Fresca, ex assessore ai Lavori Pubblici, in procura per Cosenza corrotta: tre ore di confronto con la dottoressa Manzini e tanta enfasi nel suo racconto su Facebook, come da scontato copione.

Ormai i tempi di “Sopralluogando” sono morti e sepolti. Oggi c’è #ilsensodellostato. Anche lei si è accorta che c’è bisogno di pulizia. Al netto delle analisi politiche, già nei giorni scorsi la Fresca aveva fatto mea culpa ed autocritica ma aveva tirato fuori tutto quello che aveva sul sistema di Occhiuto.

Chiese un organigramma (per capire chi faceva cosa) e lo stato dell’arte dei lavori, che non le vennero mai consegnati. Oggi la Fresca vorrebbe farci credere che sopralluogava come la gatta sul tetto che scotta ma non siamo a questo punto, purtroppo.

Diciamo comunque che l’ex assessore (oggi passata con Carlo Guccione) ha riferito una serie di episodi emblematici di “un sistema poco trasparente”, come il caso del depuratore di Donnici. C’era – a suo dire – qualcosa di strano nell’affidamento dei lavori.

Prima di lasciarvi al Fresca pensiero, spieghiamo ai lettori il motivo del titolo. “Brava Giulia” è una bella canzone di Vasco Rossi, la Fresca ha sopralluogato tanto e ha scritto di tutto sui social. Ma ora, per dimostrare che è superiore ad ogni materialità, la invitiamo a seguire il consiglio di Vasco e di scrivere la sua passione direttamente sui muri della città di Cosenza. Che non potranno che essere orgogliosi di essere al servizio della creatività di Giulia.

IL RACCONTO DI GIULIA

Di ritorno dal viaggio nel tempo intercorso tra il 21 maggio 2015 e l’11 febbraio 2016, esprimo il mio apprezzamento al Procuratore Aggiunto di Cosenza, dottoressa Marisa Manzini per l’encomiabile lavoro che sta svolgendo nella nostra città.

Nel corso delle quasi tre ore di conversazione, il Procuratore ha più volte richiamato il mio alto senso di civismo al servizio della collettività, ringraziandomi per avere accolto il suo invito nel rendere edotta la Procura della Repubblica di fatti alla mia conoscenza e per avere sempre resa pubblica ogni mia attività attraverso i social media offrendo alla città la visione del mio operato.
Mi sono sovvenuti gli insegnamenti di Bobbio il quale sosteneva che il primo dovere del cittadino è il dovere di rispettare gli altri, ed altresì che il primo dovere di chi detiene il potere e l’autorità è il senso dello Stato cioè il dovere di perseguire il bene comune e non il bene individuale o particolare.
Ritengo che questo periodo storico che sta vivendo la città di Cosenza, debba essere posto alla base di esempio da evitare, per il futuro, da parte di chiunque dovesse assumerne il governo. I brutti esempi che nascono dalla violenza del Potere detenuto in mano a pochi devono divenire pagine di cronaca archiviata … mi auguro che ciò possa essere l’inizio di una Cosenza nuova, cristallina e pullulante di persone operative che, con il proprio, onesto, lavoro la riportino agli alti onori.